Inserito da: Ronin | 31 gennaio 2010

Alma Mater Studiorum

Saranno le equazioni differenziali poco comprensibili, o l’umore altalenante dovuto a voti alti e bassi che cominciano lentamente ad apparire sul libretto (virtuale)..

In questi giorni ho pensato parecchio all’università, a quello che studio, con che risultati, con quali prospettive.

E ho pensato anche a quello che ho studiato negli anni passati, a tutto ciò che ha fatto parte del mio percorso di istruzione.

Non so se con queste premesse possa venir fuori un discorso interessante per altri, ma sento l’esigenza di parlarne un po’ , anche per chiarire le idee a me stesso. Voglio provare a scriverne beramente, senza impostare a priori il discorso, e vedere cosa ne viene fuori.

Intanto la cosa da cui parte tutto: io studio Scienze economiche. Economia politica, volendo essere più chiari.

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Inserito da: Ronin | 23 gennaio 2010

Un sasso



Un sasso, da solo, è solo un sasso,

materia inerte, inutile,

una pietra d’inciampo.

Un sasso nel muro si colloca;

in silenzio sostiene, divide, contiene.

Ma un sasso per essere muro ha bisogno degli altri,

gli altri hanno bisogno di lui.

Anche per te e per me,

non importa se siamo un sasso grande o piccolo,

quadrato o rotondo, lungo o largo,

importa che siamo al posto giusto,

a fare con gli altri la nostra parte

per diventare muro del Tempio,

a sostegno dell’umanità e della storia.

Alessandro

Inserito da: Ronin | 2 gennaio 2010

Osservare, giudicare, agire

Questa volta cercherò di farla meno lunga dell’anno scorso.

A costo di passare da capo scout secchione, l’obiettivo di quest’anno (il proposito, se preferite) è di impostare le mie decisioni su queste tre parole.

Osservare significa essere in grado di capire nel profondo le cose (e quindi, inutile dirlo, non basta “vederle”).

Giudicare, nel senso di sapere valutare tutti i pro e i contro delle varie possibilità, senza troppi preconcetti.

Agire è ovviamente la fase più importante, senza la quale le altre perdono di senso.

Ed è la più importante anche perché per me è la più difficile.

Non ho mai avuto problemi a pensare e a vagliare ogni cosa, sono riflessivo di natura. Ne ho molti di più a prendere delle decisioni.

Non credo di essere vigliacco. Anche perché è una parola che vuol dire tutto e niente, visto che da un altro punto di vista può significare prudenza e oculatezza.

Sono solo spiazzato dalle sfaccettature delle cose, dall’ambiguità di ogni scelta. Forse l’esistenza è troppo incerta, il destino troppo volubile, per poter vivere senza dubbi e ansie. Ci vuole un anima troppo leggera per non aver paura di niente, e credo non sia proprio il mio caso.

Probabilmente l’unica soluzione è conviverci, nel miglior modo possibile. Ed è quello che intendo fare.

Il buon vecchio Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento non ce la faceva mica, e non aveva nemmeno tutti i torti:

Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi suonare. Loro sono 88, tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu, ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verita’, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita… Se quella tastiera è infinita, allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Tu sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche solo le strade. Ce n’è a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una, a scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo, quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n’è. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormita’, solo a pensarla?

Però la mia idea di futuro non contempla di saltare in aria nella sala macchine di una nave da crociera, quindi direi che l’unica soluzione sia di sforzarmi di seguire le tre paroline magiche.

Magari con una spruzzatina di mentalità zen, per attenuare un po’ le angosce.

E stando vicino alle persone a cui voglio bene (e che me ne vogliono), che nella “tenebra del mero esistere” fanno più luce di tutte le costellazioni della volta celeste.

Non ho altri propositi utopistici e poetici, anche perché a farne tanti poi si dimenticano quasi tutti.

Direi che già con questo sarò messo abbastanza alla prova.

Anche se, c’è da dirlo, dell’elenco dell’anno scorso ne ho portati a termine più di 2/3, che nella statistica dei propositi credo sia un mezzo miracolo..

Inserito da: Ronin | 18 dicembre 2009

Festina lente

Affrettati piano.

E’ una frase attribuita all’imperatore Augusto, ma diventò famosa grazie ad un altro eccezionale personaggio, forse meno conosciuto al grande pubblico, di nome Aldo Manuzio.

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Inserito da: Ronin | 25 novembre 2009

The higher law

Le storie d’amore sono un po’ come i libri.

Non libri qualsiasi.

Chiaramente non quelli impacchettati.

E non certo quelli con le fascette che pubblicizzano il film appena uscito, con quel terribile “da cui è stato tratto”.

Sono i libri delle biblioteche.

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Inserito da: Ronin | 3 novembre 2009

Otto sopra un tetto

A nudo

Dopo la grande soddisfazione delle gettate di cemento non ci siamo cullati sugli allori, e nonostante l’incombere della brutta stagione ci siamo imbarcati in un altro lavoro di importanza fondamentale: il tetto.

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Inserito da: Ronin | 21 ottobre 2009

Giochino del mezzodì


10 cose belle e 10 cose brutte.

Prima le brutte, anzi.





L’assoluta incapacità di concentrazione necessaria allo studio.

Rendersi conto di quanto tempo si “perde” a vivere da soli, fra spesa, cucina, pulizie, piatti, ecc.

Goonies che intervengono cercando di dare lezioni alla prof.

Tanti portici, pochi alberi.

Equazioni differenziali. Fottute equazioni differenziali.

La verdura della Pam.

Buoni propositi che restano tali, leggi corso di inglese e attività fisica.

Le amate pedalate, ormai dimenticate.

Sprazzi di forte nostalgia, e a causa del sorriso di un’unica persona.

Niente internet.





Gli esperimenti di gruppo microeconomici, anche quando sballiamo i dati.

Abitare sopra ad un pub, con la pinta di Guinnes a 2,50€ per l’happy hour.

I film, di ogni genere, visti svaccati sul letto con il portatile appoggiato sulla sedia.

Le osterie dove bevi vino rosso scadente e ti porti il mangiare da casa.

I professori che si definiscono “economicamente marxisti, politicamente comunisti e filosoficamente nichilisti”.

La Grande Cucina Ziveri, con cipolle e caffè che dominano.

L’aria universitaria pseudoculturale che si respira per tutta via Zamboni.

Partite di scacchi mentre alla tv scorrono squallide fiction di canale 5.

1 locale fighetto ogni 10 sfattoni, e non viceversa.

Niente internet.





Evviva la (finta) emancipazione, gente.

Don’t try this at home.


Prima o poi scriverò anche qualcosa di coerente.
Forse.


E spero di riuscire a fare un po’ di foto, che qui merita.

Inserito da: Ronin | 22 settembre 2009

Equinozio d’autunno





Se resto sul lido

se sciolgo le vele

infido, crudele

mi sento chiamare.


E intanto confuso

nel dubbio funesto

non parto, non resto.


Ma provo il martire

che avrei nel partire

che avrei nel restare.


(Metastasio – Didone abbandonata)

Inserito da: Ronin | 9 settembre 2009

Strangers In Paradise

Luci danzanti

Tutto accade quando la suola schiaccia il terreno.
E’ un contatto blasfemo, quel punto di incontro fra l’intrico di roccia, radici ed erba della montagna con la plastica dentellata dello scarpone.
E’ un’unione contraddittoria, l’ossimoro dell’estraneità fra uomo e terra, fra artificiale e naturale.

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Inserito da: Ronin | 3 settembre 2009

Fra la terra e il cemento

Lavoro di fino

Tutti i lavori partono dalla base, si dice.

In realtà, nel nostro caso sarebbe esattamente vero il contrario.

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