Pubblicato da: Ronin | 19 dicembre 2008

Il valore dell’Immaginario – Allegoria e Tòpos

Imaginations from the other side

Sin dall’alba dei tempi, l’Uomo è lacerato fra due diverse tensioni: il caos e la forma. O anche, si potrebbe dire, l’istinto e la ragione, l’arte e la scienza. Questi due aspetti dell’animo umano sono tanti forti quanto imprescindibili: non ci può essere l’uno senza l’altro, così come non può esistere il bianco senza il nero, o l’amore senza l’odio. In una certa epoca può prevalere l’uno e affievolirsi l’altro, per poi riequilibrarsi e successivamente far pendere la bilancia dalla parte opposta (indicativa di ciò è la successione Illuminismo – Romanticismo – Positivismo – Decadentismo).
La cultura occidentale ha sempre oscillato come un pendolo, passando attraverso periodi di grande fiducia nella scienza e nella tecnica ad altri in cui veniva messo in dubbio il valore della razionalità in favore di un altro tipo di ermeneutica, basata sul sentimento e sull’introspezione. L’Immaginario non è poi così distante dalla Razionalità come potrebbe sembrare: tutti e due cercano di rispondere al bisogno più ancestrale dell’uomo, che è quello di trovare un significato e una spiegazione all’esistenza. Lo scopo è lo stesso, sono diverse soltanto le modalità.

Trattando dell’Immaginazione come necessità insopprimibile dell’animo umano è interessante far luce su due aspetti.
L’opera di fiction non è solo un’evasione fine a sé stessa, ma può diventare un importante strumento di comprensione della realtà: la vita reale, infatti, può essere meglio illuminata quando viene osservata da un punto di vista “esterno”, che ne filtra determinati aspetti. In questo senso, il romanzo (o il quadro, l’opera teatrale, il fumetto, …) diventa un’allegoria del reale, del quale cerca di sviscerare i significati nascosti.
La seconda caratteristica riguarda il cosiddetto tòpos: questa parola greca (che letteralmente significa luogo), in questo contesto assume il significato di “archetipo”, inteso come una tematica ricorrente, “luogo comune”, detto volgarmente. Scorrendo le maggiori opere artistiche di ogni tempo spiccano alcuni temi di fondo, che nonostante i secoli finiscono sempre per tornare all’attenzione: l’eroismo, l’ignoto, l’indecisione, l’introspezione, il progresso, la fede, … Questi macrotemi sono indice della presenza di sentimenti antichi e profondi dell’animo umano, che trovano una “valvola di sfogo” nella Creazione di qualcosa di nuovo: una creazione che è quasi una sorta di maieutica, in quanto porta alla luce qualcosa che è intrinseco nell’Uomo stesso.

E’ quindi importante non cadere in una banalizzazione dell’Immaginazione come semplice intrattenimento, un occasionale “stacco” dalla quotidianità grigia e banale: certo, può essere anche questo (e guai se non lo fosse), ma non bisogna dimenticare che assume funzioni assai più importanti, che vanno al di là del puro svago per finire nel campo dell’autentica speculazione esistenziale, da sempre il chiodo fisso dell’Umanità.

(Liceo Scientifico G. Marconi – Giugno 2006)

[continua...]


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