L’agrumeto in fiamme della Beppe Montana
Alla cooperativa Beppe Montana ero andato nell’estate del 2010, per un campo di lavoro volontario con il mio gruppo scout. Avevamo contattato l’associazione Libera con il desiderio di conoscere una realtà diversa dalla nostra (non solo geograficamente) ed eravamo finiti nel paesino di Belpasso, nei pressi di Catania.
Quell’odore di arance, fortissimo
e poi
quelle tavolate lunghissime
con i pentoloni di pasta
le sterpaglie secche
ovunque e comunque
come vuotare l’oceano
con un cucchiaio
addio pizzo –> addio mazzette??
più una speranza che un’equazione
teologia pesa
e discorsi contorti
sui fondamenti dell’Uomo
sorrisi sdentati
di bambini colorati,
la convivialità delle differenze
di don Tonino
partenze nell’aria
e aria di partenze
il vento nei capelli
e il sole sulla pelle
connubio perfetto per il lavoro agricolo
riappropriazione della legalità
ed etica delle professioni
per cui vale la pena combattere
la carità
“di tutte la più grande”
e il perdono
miracolo incomprensibile
poche parole scritte veloci
su un foglio qualunque
rubate a quelle giornate
così dense
così belle
stare nei campi
a sporcarsi le mani
graffiarsi braccia e gambe
per un fine più alto
della semplice fatica
ma che grazie alla fatica
viene compreso meglio
perchè conoscere intellettualmente
è tutto diverso che viverlo sulla pelle
e a questo serviva
per capire più da vicino
e farsi coinvolgere
ricaricare le batterie delle motivazioni
per alzarsi dalla poltrona
rimboccarsi le maniche
e riconquistare quel mondo imperfetto
in cui ci hanno buttato
quel mondo che vogliamo ridipingere
e disegnare di nuovo
in una forma più tonda e morbida
un mondo in cui
la nostra felicità
sia, semplicemente
la felicità degli altri
chi ha paura
muore ogni giorno
chi non ha paura
muore una volta sola


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