One Year (and more) Later
It has been a while…
L’ultimo post è datato 9 ottobre 2010, e nel frattempo sono passati una quindicina di mesi di vita e nuovi lavori.
L’assenza di resoconti è dovuta, per i primi 6 mesi del 2011, alla mia assenza causa Erasmus, e per la seconda metà dell’anno sostanzialmente alla mia pigrizia. Anche se pigrizia non è un termine del tutto adeguato: diciamo che la mole di lavori da raccontare, e la consapevolezza che non sarebbe stata una cosa breve, mi ha spinto a procrastinare mese dopo mese il “dovere”, fino ad arrivare a questo inizio di 2012.
Ho deciso di mettermi all’opera perché ho capito che altrimenti questo nostro “work in progress” sarebbe rimasto colpevolmente monco (perlomeno per chi ha la possibilità di vedere i progressi solo da internet), proprio quando invece le cose cominciano a farsi interessanti.
Cercherò quindi di farvi capire come siamo andati avanti nel nostro progetto di ristrutturazione durante il 2011. Prometto un bel po’ di foto e un resoconto il più sintetico possibile, per rendere la narrazione più fluida.
Di patrimoniali ed equità

Circa quattro mesi fa, in un contesto del tutto diverso, avevo detto la mia sulla manovra estiva del governo Berlusconi (poi modificata un’altra mezza dozzina di volte).
Ora abbiamo un nuovo premier, una situazione forse ancora più critica a livello europeo e i tempi sempre più stretti. E ieri è stata finalmente annunciato l’atteso “decreto salva-Italia” (qui riassunto in modo chiaro).
A midsummer night’s wake
Ricordo.
Ricordo Uppsala.
Due mesi fa esatti ero a Snerikes, l’ultima sera.
A bere l’ultima birra, l’ultimo shot.
Ad ascoltare l’ultima canzone house, a godermi l’ultima serata nelle nation.
A fare l’ultimo ritorno a casa in bici, a salutare gli ultimi amici.
L’ultimo sonno in quell’orribile letto, la stanza da chiudere l’ultima volta.
E vedere i palazzi di Flogsta che si allontanano dal finestrino dell’autobus.
Per l’ultima volta.
L’ultima.
Di tutto.
Mastri Falegnami – Parte 1 (Salotto)
Finiti i due tetti arriva il momento di iniziare ad occuparsi degli interni. Per rendere la casa abitabile i lavori da fare sono così tanti che è meglio non pensarli tutti assieme.. Ma indubbiamente la prima necessità è di poterci camminare dentro, quindi.. i pavimenti!
Otto sopra un tetto

Dopo la grande soddisfazione delle gettate di cemento non ci siamo cullati sugli allori, e nonostante l’incombere della brutta stagione ci siamo imbarcati in un altro lavoro di importanza fondamentale: il tetto.
Equinozio d’autunno

Se resto sul lido
se sciolgo le vele
infido, crudele
mi sento chiamare.
E intanto confuso
nel dubbio funesto
non parto, non resto.
Ma provo il martire
che avrei nel partire
che avrei nel restare.
(Metastasio – Didone abbandonata)
Fra la terra e il cemento

Tutti i lavori partono dalla base, si dice.
In realtà, nel nostro caso sarebbe esattamente vero il contrario.
Distruzione creatrice

Questa volta non mi dilungherò nelle mie prolisse riflessioni filosofiche su sogni che si realizzano, condivisione fraterna della fatica, valorizzazione dell’appennino parmense, ecc.
Vi spiego soltanto cosa stiamo facendo attualmente a questo nostro piccolo rudere.
Anzi, parto illustrandovi com’è fatto, questo piccolo rudere.
(continua…)
















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