Thin(k) Freedom

Lappland

Posted in Swedish Life by Jacopo on 25 maggio 2011

Mi rendo conto che ormai è un po’ senza senso fare un post sul viaggio in Lapponia, visto che sono passati quasi due mesi e e l’ho già raccontato a tutti.
Ma nella speranza che ci sia anche qualcun altro al di fuori della mia cerchia di amici intimi a leggere questo blog (altrimenti sarebbe un po’ deprimente, diciamolo), voglio comunque spenderci qualche riga. Anche per ricordarmelo meglio in futuro.

(continua…)

Frozen lake

Posted in Swedish Life by Jacopo on 10 febbraio 2011

 

Ok, questo è l’ultimo post di oggi, promesso.

Non vorrei che pensaste che non ho un cazzo da fare.

Ma le foto del lago ghiacciato meritano.

(continua…)

Landscapes

Posted in Swedish Life by Jacopo on 10 febbraio 2011

 

Fra la gita al lago ghiacciato e le belle giornate di questi giorni sto collezionando un po’ di belle foto.

(continua…)

Stockholm

Posted in Swedish Life by Jacopo on 1 febbraio 2011

Stoccolma è splendida.

(continua…)

-15°

Posted in Swedish Life by Jacopo on 27 gennaio 2011

Ieri tornavo a casa dal “pub crawl”, questo evento organizzato per i nuovi studenti in cui si gira per i pub delle nations a provare le birre.

Le nations sono 13 e i veri uomini bevono ad ogni tappa.

13 birre, circa 4 litri (arrotondando per difetto).

Da qui capite perchè si chiama pub crawl (dal verbo to crawl, “strisciare”).

(continua…)

Vento in faccia

Posted in Personal miscellaneous by Jacopo on 15 febbraio 2009

Ho un rapporto di amore e di odio con lo sci.

Lo amo per l’impagabile sensazione della discesa, il suono delle lamine sulla neve, il ritmico ondeggiare del corpo nelle curve, il movimento equilibristico delle racchette.
Amo anche gli sci che grattano sui muri ghiacciati, il masochistico stringere degli scarponi, l’acido lattico che brucia polpacci e adduttori, il vento gelido sulla faccia.

Ma odio l’impiantistica e tutto il background che sta dietro agli impianti sciistici.
Odio il rumore delle seggiovie, la massa di persone che spinge con sci e tavole alle mano, il badge elettronico da strusciare sulla colonnina dei tornelli, i ristoranti al limite del furto, i montanari della domenica che prendono il sole sulle sdraio, l’insopportabile musica sparata a palla nei bar alla fine delle piste.

Tutto questo non può non farmi pensare allo sci come allo sport di montagna più manomesso e prostituito. Arrampicando su un parete o salendo un cima con ramponi e picozza non si ha la sgradevole sensazione di contaminazione che pervade le piste da sci.
La maggior parte degli sport di montagna sono “intonsi” per il fatto stesso di essere, per così dire, elitari e impegnativi.

Le moderne tecnologie hanno fatto perdere allo sci la scrematura che la fatica e la competenza degli sport d’alta quota necessariamente comportano.
Il lato positivo è che molta più gente può godere di una disciplina divertente e salutare.
Il lato negativo sono tutti gli stupri fisici e psicologici di cui sopra.

Forse ne vale la pena, forse no.
Di mio, desidero sempre di più avvicinarmi allo scialpinismo, la forma di sci più pura e originaria, che a fronte di una maggiore dose di sudore e pericolo permette di dimenticare tutto ciò che ha reso i fianchi delle montagne delle enormi macchine da profitto.

Questo lo scrivevo quasi esattamente un anno fa, di ritorno da una bella settimana bianca con gli amici.

(continua…)

Night on Bald Mountain

Posted in Personal miscellaneous by Jacopo on 29 settembre 2008

Mentre cammino l’unico rumore che sento è quello dei ramponi che penetrano nella coltre ghiacciata, un rumore sgraziato ma rassicurante nel suo ritmo ripetitivo.

Mi fermo un attimo a riprendere fiato e mi guardo intorno.

Sono in una conca enorme, con una sequenza frastagliata di monti davanti a me e un bosco innevato poche centinaia di metri più indietro.

C’è un silenzio tombale, opprimente e innaturale.

Il crinale appenninico fa da scudo al vento proveniente dal mar ligure, creando un microclima ovattato che mette quasi a disagio.

So bene che arrivato sulla sella il vento soffierà fortissimo, vedrò le luci dei primi paesi e si spezzerà l’incantesimo, quindi mi attardo ancora un po’, con l’aria fredda che entra di prepotenza nella narici.

(continua…)

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