Pietra su pietra
Nonostante la casa sia decisamente “basilare” nella struttura (2 piani e quattro camere, di cui due 6×4 e due 4×4, perfettamente identiche fra sopra e sotto), abbiamo comunque dovuto intraprendere alcuni cambiamenti di sostanza per fare in modo che un edificio costruito per essere abitazione+stalla diventasse una casa “normale” a tutti gli effetti.
One Year (and more) Later
It has been a while…
L’ultimo post è datato 9 ottobre 2010, e nel frattempo sono passati una quindicina di mesi di vita e nuovi lavori.
L’assenza di resoconti è dovuta, per i primi 6 mesi del 2011, alla mia assenza causa Erasmus, e per la seconda metà dell’anno sostanzialmente alla mia pigrizia. Anche se pigrizia non è un termine del tutto adeguato: diciamo che la mole di lavori da raccontare, e la consapevolezza che non sarebbe stata una cosa breve, mi ha spinto a procrastinare mese dopo mese il “dovere”, fino ad arrivare a questo inizio di 2012.
Ho deciso di mettermi all’opera perché ho capito che altrimenti questo nostro “work in progress” sarebbe rimasto colpevolmente monco (perlomeno per chi ha la possibilità di vedere i progressi solo da internet), proprio quando invece le cose cominciano a farsi interessanti.
Cercherò quindi di farvi capire come siamo andati avanti nel nostro progetto di ristrutturazione durante il 2011. Prometto un bel po’ di foto e un resoconto il più sintetico possibile, per rendere la narrazione più fluida.
Due di due (tetti)
Spero che l’immagine qui sopra vi renda subito ben disposti alla lettura, così come ha fatto tornare a me la voglia di scrivere..
Ebbene sì, dopo quasi un anno di assenza torniamo (plurale maiestatis) ad aggiornarvi sugli sviluppi della ristrutturazione della nostra deliziosa casetta.
Le novità sono tante quindi scriverò almeno due o tre post, ognuno incentrato su un diverso macro-lavoro.
Otto sopra un tetto

Dopo la grande soddisfazione delle gettate di cemento non ci siamo cullati sugli allori, e nonostante l’incombere della brutta stagione ci siamo imbarcati in un altro lavoro di importanza fondamentale: il tetto.
Distruzione creatrice

Questa volta non mi dilungherò nelle mie prolisse riflessioni filosofiche su sogni che si realizzano, condivisione fraterna della fatica, valorizzazione dell’appennino parmense, ecc.
Vi spiego soltanto cosa stiamo facendo attualmente a questo nostro piccolo rudere.
Anzi, parto illustrandovi com’è fatto, questo piccolo rudere.
(continua…)















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