Thin(k) Freedom

Social network, blogging, forum: web 2.0 e relative scimmie..

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 23 ottobre 2008

Mmm, cos’è questo banner che salta fuori ovunque??

“Facebook”… L’ho già sentito, vediamo un attimo cos’è…


Ma che stronzata, proprio una roba da trentenni frustrati, che si assillano ad aggiungere friends per cercare una sveltina (magari con le proprie ex) o reincontrare compagni di classe di cui non gli può fregar di meno.


Vabbè dai, facciamo l’account, così almeno vedo i profili di ‘sto qua. Tanto non lo userò mai..

Mi chiede “scuola frequentata”.. Massì, scriviamolo, tanto che mi costa.

Ma vè chi c’è, chi l’avrebbe mai detto! Noo, anche lui ha facebook?? Pazzesco, c’è anche quella tipa che andava alle medie con me. Aspe’ che provo a vedere se c’è anche qualche universitario…

Però, mica male, ho già 60 amici il giorno dopo essermi iscritto. E continuo a trovare persone che conosco.


Beh dai, in fondo è carino, si trovano persone che si pensava di aver perso di vista per sempre, e quattro chiacchiere non dispiacciono mai. E’ come avere una mappa delle proprie relazioni, in cui poi gli amici degli amici sono collegati, in una rete potenzialmente ampissima.

E poi magari si gancia della figa, chissà.

And so on…

Il web 2.0 è un odi et amo.

Apre nuove porte che mai avresti immaginato, ma allo stesso tempo ti invade come un piazzista molesto, che infila il piede fra la porta e lo stipite per non farsi butttare fuori.

E’ un miniera di informazioni, contatti, relazioni, scambi, divertimento.
Ed è una violazione del privato come mai è esistita nella storia dell’uomo.

Mai gli esseri umani sono stati così interconnessi, così vicini nella lontananza.

I forum li ho sempre trovati una risorsa preziosissima, luoghi d’incontro per persone con gli stessi interessi e passioni. Poter commentare una lettura o un film con persone sparse per tutta Italia (o addirittura nel mondo) è una risorsa preziosa e magica, un moderno salotto letterario che si estende per migliaia di chilometri.

I blog possono essere tutto e niente, diari personali, articoli giornalistici, recensioni letterarie, approfondimenti sociologici. Quello che conta è che sono alla portata di milioni di persone, una serie di codici html nati per rispondere all’impellenza della pagina bianca, alla necessità di trasmettere quello che si ha dentro.

E poi questo facebook, uno strano mix di blog, chat e guestbook. Social network, lo definiscono. Un nuovo modo per “gestire” le proprie relazioni. E’ un po’ alienante pensare alle persone che si conoscono come ad un database , come se le si dovessero archiviare in un raccoglitore, stile FBI. Ma chissà cosa ne nascerà, è uno dei fenomeni in più rapida espansione che si siano mai visti e non accenna a rallentare.

E tutto questo è una continua evoluzione, sempre più veloce. Alcune cose nascono e scompaiono altrettanto rapidamente, altre iniziano in sordina per poi imporsi di colpo nella vita di milioni di persone.

E’ tutto ultrarapido, come impone la società del web, della giornata lavorativa da 12 ore, delle contrattazioni negli over the counter.

Dare un’accezione morale a tutto questo è capzioso e un po’ ingenuo. Un fenomeno di questo tipo è così ampio, così complesso e soprattutto così ancora inesplorato che ogni giudizio etico sarebbe parziale o superficiale.

Il web (e con lui quella nuova generazione di piattaforme chiamate web 2.0), è uno strumento, e in quanto tale non è nè buono nè cattivo, il suo valore dipende dall’uso che se ne fa.

Sarebbe come dire che un coltello da Parmigiano è un oggetto malvagio, perchè può essere usato per uccidere una persona. Ma il suo uso dovrebbe essere (si spera che sia..) quello di tagliare del formaggio. Se poi è usato per altri scopi questo non inficia la moralità (inesistente) del coltello in sè, al massimo va a ledere quella del fruitore.

Io penso che per internet sia più o meno lo stesso.

Le potenzialità della rete sono chiare ed evidenti, anzi probabilmente ne salteranno fuori molte altre. E anche i rischi sono altrettanto palesi, nonchè già in atto.

L’importante è saper prendere il meglio di quello che offre, e riuscire a lasciare il peggio.

Scremare è il segreto per immergersi nel mondo senza risultarne schiacciati.

Questo significa che devo togliermi la scimmia di facebook.

Aspettando che succeda, nella barra a destra trovate il mio badge personale.

Dio mi perdoni.

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