Thin(k) Freedom

Un lumino acceso all’ombra della sera

Posted in Dategli brioches by Ronin on 9 febbraio 2009

lumino



Il disgusto per ciò che è accaduto in questi giorni è fortissimo.
Nemmeno con tutte le nefandezze scaricate addosso negli anni a questo paese decadente si potevano provare sensazioni simili.

Pochi giorni di follia sono bastati, per svilire una vicenda profondamente tragica e trasformarla nel pretesto per portare oltre il baratro il delirio d’onnipotenza di chi di potere ne ha già troppo.



Non c’è dottrina religiosa nè ideologia politica nel limbo fra la vita e la morte.
C’è soltanto l’evidenza etica più basilare, quella necessità di autodeterminazione senza la quale l’Uomo non è più tale.
C’è l’esigenza di affermare a pieni polmoni il proprio diritto a decidere del proprio destino, liberi dalle catene secolari di cui è intrisa la nostra cultura.



Non si può immaginare disperazione più grande, di quella di un padre che per quasi due decadi combatte per le ultime volontà di sua figlia. Dilaniato da opposte tensioni, quella di preservare un corpo inerte per puro affetto senza speranza e la necessità di seguire la diversa decisione di chi scelte non ne può più esprimere.
E tutto questo nell’ostruzionismo esplicito delle istituzioni, religiose e laiche, terrorizzate dal rischio di creare un precedente che affosserebbe in eterno la Morale Universale e Sempiterna.



Ed è proprio questa Morale, che stride come unghie sulla lavagna.
Perchè quando un’autorità si erge al di sopra delle persone che rappresenta e pretende di incanalarne le volontà secondo dubbi principi etici, è davvero finita.
Diventiamo nient’altro che bambole di pezza, svuotati di individualità e scelta.
Come se invece di essere scrittori e aedi dell’umile ma meraviglioso libro che è la nostra vita dovessimo limitarci al ruolo di amanuensi che diligentemente ricalcano parole e percorsi di altri.




Il 6 febbraio non è stato solo un attacco violento ai principi cardine del nostro vivere comune, incarnati dalla Costituzione, su cui sono già state spese parole migliori delle mie.
E’ stata anche, per prendere in prestito un’espressione famosa, “una volgare dimostrazione di potere”, un’affermazione di superiorità da parte di coloro che dovrebbero essere al servizio della volontà di un Paese e invece si ergono a sfacciati burattinai delle vite altrui.


Non mi viene di scrivere pensieri più articolati e meditati, riesco solo a pensare a quanto tutto questo sia immensamente triste.
Ormai non è difficile essere cinici e disillusi verso le frodi finanziarie, la devastazione ambientale, il pressapochismo politico. Sono cose a cui reagiamo con fastidio, ma con un certo sguardo sconsolato e rassegnato.
Ma la pochezza umana dimostrata nell’ultima settimana, da chi dovrebbe incarnare le virtù temporali e spirituali di questa piccola fetta del genere umano, fa salire la bile alla gola.







Addio, Signori che fate della tortura infinita il mezzo, lo strumento obbligato di realizzazione o di difesa dei vostri valori.
Chi siano (e in che modo) i morti o i vivi che rimarranno tali quando saremo tutti passati, non sappiamo, né noi né voi.

(Piergiorgio Welby)

5 Risposte

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  1. fra said, on 10 febbraio 2009 at 01:15

    Eluana aveva già chiuso gli occhi, e suo padre aveva già pianto la sua morte anni fa..
    vorrei che la sua sepoltura sia accompagnata da parole di conforto, che il suo corpo ritorni alla terra velato da una preghiera per chi crede e da un pensiero per chi invece no..
    e vorrei che tutte la parole spese, ormai esaurite, non siano un frastuono dei media, o che ci facciano fermare solo una attimo a seguire questa vicenda davanti a un tg..vorrei che siano l’imput non per una riflessione fine a sè stessa, ma per una riflessione che sfoci in una legge, al di là del credo e dell’etica, che decida come comportarsi in situazioni del genere.
    la proposta della medicina, dai tempi di Ippocrate fino ai giorni nostri, era fondata sul rendere l’esitenza della persona malata migliore dal punto di vista del tenore e delle sue condizioni..e dico era, perchè oggi lo scopo sembra quello di allungare la vita ad ogni costo perdendo di vista la persona.
    la tecnologia e il progresso scientifico hanno oltrepassato senza un volerlo un limite di fronte al quale non sappiamo come rispondere, scaravoltando il vecchio detto popolare che affermava che la cura non doveva essere peggiore della malattia.

    la condizione di questa ragazza, che è morta donna, è purtroppo quella di tanti

    “al giorno d’oggi vi si combattono piuttosto le miserie dell’età, l’isonerabile decadenza del corpo e dello spirito, ma la geriatria è solo una parte dell’affresco che bisogna dipingere per aver un’idea esatta della clientela dell’istituto. A una estremità del quadro ci sono una ventina di coma permanenti, poveri diavoli tuffati in una notte senza fine, alle soglie della morte. Non lasciano mai la loro camera. Tutti sanno che ci sono ed hanno un peso curioso sulla collettività, come una coscienza sporca..Al centro un impressionante battaglione di sciancati forma il grosso della truppa. Superstiti dello sport, della strada, di ogni tipo di incidente domestico possibile e immaginabile..Infine, se si vuole che il quadro sia completo, bisogna cercare un angolo dove mettere noi, volatili dalle ali spezzate, pappagalli senza voce, uccelli del malaugurio che abbiamo fatto il nido dentro un corridoio senza uscita del reparto di neurologia. certamente noi roviniamo il paesaggio; conosco fin troppo bene il leggero imbarazzo che provochiamo quando attraversiamo, rigidi e silenziosi, un gruppo di malati meno sfortunati.”
    queste sono le pagine di un libro di una persona affetta dalla lock-in-sindrome, malattia di degrado neurologico che paralizza dalla testa ai piedi: il paziente è stato bloccato all’interno di se stesso, con la mente intatta e i battiti della palpebra come unico mezzo di comunicazione..con cui ha scritto questo libro (“lo scafandro e la farfalle”), lettera per lettera..
    la prima sua frase è stata:”fatemi morire”..in realtà jean-dominique Bauby muore due anni dopo per arresto cardiaco

  2. Ronin said, on 10 febbraio 2009 at 12:47

    Due editoriali, per due visioni del mondo. A voi il giudizio.

    La morte e la politica (Ezio Mauro – La Repubblica): http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/eluana-englaro-4/eluana-englaro-4/eluana-englaro-4.html

    Adesso però vogliamo sapere tutto (Marco Tarquinio – Avvenire): http://www.avvenire.it/Commenti/Adesso+pero+vogliamo+sapere+tutto.htm

  3. LUCA said, on 10 febbraio 2009 at 13:51

    Io sono incazzato perché hanno usato la persona come mezzo per portarsi dei voti dalla loro parte o per alzare gli ascolti del proprio programma, ), mi fa arrabbiare che anche il padre non ha fatto nulla per fermare questa cosa (magari gli conveniva), mi fa incavolare che Mentana ha dato le dimissioni perché non gli hanno fatto fare uno speciale sulla morte di Eluana (meglio cosi perché sono sicuro che avrebbe parlato solo di leggi e balle varie) e chissenefrega di uno speciale su di lei lasciatela morire in PACE.

    MI FA INCAZZARE CHE TUTTI SI SONO SCORDATI DELLA PERSONA.

    Non so perché in questo paese che vanta di avere avuto filosofi, studiosi e menti geniali che ha creato una costituzione che dicono sia tra le più complete e belle del mondo non si riesca mai a dimostrare che sia cosi.

    Ora Va beh non esiste nulla che parla del caso di Eluana, si dice solo che è vietato di uccidere e è vietato uccidersi.
    Cosa giusta per me perché in quanto cristiano credo che solo Dio ha questo compito.
    Pero penso che la medicina con i passi da gigante che sta facendo (meno male) è in grado ormai di tenere in vita chiunque per quanto vuole, ma bisogna vedere come mantiene in vita questa persona, perché se è in grado di pensare di essere cosciente e presente nel mondo è giusto mantenerla in vita anche con mezzi artificiali, ma è anche giusto come ha detto il Dalai Lama non tenere in vita una persona senza coscienza per me.
    La attivita cerebrale di Eluana era assente , vuole dire che non pensa che il cervello non va!!!!!!
    Allora io speravo per lei e per chi gli deve stare vicino (quindi non i giornalisti, i politici che il giorno dopo si sono già scordati di tutto ma anche Io) con tutto il cuore che non si risvegli.
    E meno male cosi è accaduto.

  4. Dottor Wolburg said, on 12 febbraio 2009 at 16:50

    In base ad un recente sondaggio metà degli italiani ritengono che sia stato un errore ‘staccare la spina’, l’altra metà la pensa esattamente al contrario. Evidentemente il quesito è difficile e forse impossibile, probabilmente non bisognerebbe neppure arrivare a porsi una domanda del genere. Eluana è un errore della medicina moderna che ha fatto ripartire il suo cuore quando il suo cervello era già in parte morto a causa della carenza di ossigeno. Pochi decenni fa una condizione del genere non sarebbe stata possibile, o si viveva o si moriva. La stessa sopravvivenza in stato vegetativo è stata possibile per un periodo tanto lungo soltanto attraverso gli strumenti della medicina moderna. Biologicamente Eluana era viva, ma dal punto di vista esistenziale la sua era una vita senza coscienza e quindi senza umanità.
    Questo dal punto di vista ‘medico’, dal punto di vista umano io penso a tutte le mattine degli oltre 6000 giorni (vanno contati i giorni, non gli anni) nei quali i suoi genitori si sono svegliati pensando alla figlia in quelle condizioni. Nessuno può amare un figlio più di un padre e una madre, se questi genitori sono giunti a desiderare la morte della figlia significa che ogni barlume di speranza e di futuro era definitivamente terminato.
    Per un credente Eluana non è morta, ma vive con quel Dio misericordioso che l’ha ripresa a se (quando noi ci siamo decisi a lasciarla andare).
    Credo che nella situazione del papà di Eluana avrei sofferto come ha sofferto lui e che alla fine avrei deciso come ha deciso lui.

  5. Ronin said, on 19 febbraio 2009 at 20:40

    Le parole che avrei voluto scrivere io, se solo avessi un briciolo della profondità e dello stile di Barbara Spinelli: http://temi.repubblica.it/micromega-online/mi-oppongo-l%E2%80%99abuso-delle-parole/


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