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Sandman: Il Gioco della Vita – N. Gaiman

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 20 febbraio 2009





La protagonista si chiama Barbie, come la bambola che amano tutte le bambine.


Barbie non è una persona speciale, non ha nemmeno avuto una vita particolarmente interessante o sconvolgente: nessun trauma infantile, violenze o manifestazioni di strani poteri. Barbie ha sempre avuto solo una “fervida immaginazione”.



Una fantasia senza freni che la portava a vivere il momento del sonno in un mondo speciale, in cui lei (ovviamente) è la principessa di un regno: un mondo vero e proprio, non una “creazione mentale”, perché nei racconti di Sandman una cosa non necessita di essere concreta per essere reale (“E’ tutto vero? O è solo frutto della mia immaginazione?” “Se mi dici la differenza forse posso risponderti.”)


Molti anni dopo Barbie, ormai adulta, incontrerà per strada il cane gigante Martin Dieciossa, un personaggio di sua invenzione venuto per informarla del pericolo che si annida nel suo regno. Comincerà così un viaggio che la porterà a confrontarsi con la sua infanzia.





Nel mondo creato dalla fantasia di Neil Gaiman, prima ancora di Dei, Spazio e Tempo, esistono sette Eterni: Delirio, Desiderio, Disperazione, Destino, Distruzione, Morte e Sogno. Queste sette entità sono la personificazione di altrettante caratteristiche umane, gli impulsi primordiali che trascinano gli uomini lungo il fluire dell’esistenza. Il protagonista della serie, Sogno o Morfeo che dir si voglia, (in inglese è “Sandman”, perché nella tradizione anglosassone il Signore dei Sogni soffia della sabbia sugli occhi dei bambini per farli addormentare), non è una figura centrale ne “Il Gioco della Vita”, come lo è invece in altri volumi della serie.


Sandman fa la sua comparsa solo per tirare le fila della vicenda e spiegare ai mortali come funzionano i complicati meccanismi del suo regno: quello che Morfeo cerca di spiegare ai perplessi umani è che al mattino i sogni non si dissolvono come nebbia al sole, ma ogni creazione dell’inconscio diventa un universo reale e “vivente”. Non sarà reale come lo intendiamo noi, nel senso di tangibile, di “manipolabile”, ma esiste comunque in un piano di realtà diverso dal nostro.



Barbie, con le sue fantasie infantili, ha vissuto letteralmente all’interno di un’intera cosmogonia di esseri e luoghi. E come per il regno di Barbie, esistono migliaia, milioni di altri mondi (chiamati “Scogli”), piccoli atolli che nascono e muoiono. Come dice Morfeo, “Gli Scogli sono lontani isolotti nelle secche delle Terre del Sogno (il dominio di Sandman)”. Dopotutto dormendo passiamo buona parte delle nostra vita: perché volgarizzare e sminuire un lasso di tempo di tale importanza bollandolo come semplice “sonno”?





A Gaiman piace prendere in mano il mito e riplasmarlo in modo nuovo: come si vede soprattutto nei volumi più “fantastici” della serie, lo scrittore inglese ama in modo viscerale le Storie, quelle entità impalpabili ma potentissime che hanno fatto viaggiare la mente umana durante i secoli, producendo le più alte opere letterarie e artistiche.


Leggere i racconti di Sandman vuol dire spogliarsi per un attimo degli angusti panni della Ragione per aprirsi al Mistero, la facoltà più ancestrale dell’uomo ancora presente in noi, anche se inconscia e sopita, che si manifesta proprio nel sogno. Gaiman vuole che il lettore riesca per un poco ad estraniarsi dalla vita reale, facendo uscire la fantasia senza freni che di solito è costretto a reprimere.

E vuole anche che questa evasione non sia fine a sé stessa, ma serva per vedere più a fondo ciò che fatichiamo a comprendere: la morte, il dovere, il tradimento, la vendetta, il rimorso, la passione, la paura, la fantasia, sono tutte tematiche che Gaiman analizza acutamente, con l’occhio attento e delicato del poeta.


Dopo poche pagine la sensazione è quella di non avere di fronte un semplice libro a fumetti, scritto e disegnato da professionisti della narrazione disegnata, ma di essere entrati nel racconto di qualcosa che esiste davvero, in qualche luogo e in qualche tempo. Qualcosa che può esistere solo nei sogni, inconoscibili mondi fatti di draghi e di fate…





“Le cose non devono essere avvenute realmente per essere vere. Le storie e i sogni sono verità rivestite d’ombra che sopravvivranno quando i nudi fatti saranno polvere, cenere, oblio.”

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