Thin(k) Freedom

Ca’ Ska: Day One

Posted in Cose di Ca' Ska by Ronin on 28 marzo 2009

Ca' Ska

E’ l’inizio.

28 marzo 2009.

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Where The Hell Is Matt?

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 26 marzo 2009



Quando penso che la rete (con tutti i suoi difetti) riesce a creare cose incredibili, penso a cose come questa.

Un ragazzo qualunque, fissato con i videogiochi al punto da farne la propria professione, che un giorno decide di partire per un vagabondaggio nel sudest asiatico, assecondando la propria voglia di vedere il mondo.

Durante una delle tante tappe del viaggio un suo amico lo vede cimentarsi in uno sgraziato balletto e gli fa una proposta: “Hey, why don’t you stand over there and do that dance. I’ll record it.”

E lui lo fa.
Ed è divertente, quindi continua a farlo.

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Responsabilità individuale nei crimini internazionali

Posted in Dategli brioches by Ronin on 17 marzo 2009

esigenze di sicurezza..

28 aprile 2004.

Il programma televisivo “60 minutes II” dedica una puntata ad uno sconvolgente rapporto del generale statunitense Antonio Taguba, che rivela l’esistenza di torture sistematiche a danno dei prigionieri del carcere iracheno di Abu Ghraib. Pochi giorni dopo anche il giornalista investigativo Seymour Hersh pubblica sul New Yorker un articolo che esplora nel dettaglio gli abusi avvenuti nel carcere.
Il corredo di decine di foto come prova delle accuse porta l’opinione pubblica internazionale a conoscenza di percosse, violenze sessuali, minacce e obblighi umilianti, perpetrati ai danni dei prigionieri iracheni per il puro divertimento della polizia carceraria.

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Sussurri all’orecchio dell’inverno

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 6 marzo 2009

prima neve





Sfoglio libri sottili di storie passate

ingialliti nel peso di un’umida estate

e mentre li sfilo dalla biblioteca

con occhio rapito e tocco di seta

sento i ricordi che sfiorano la spalla

come foto sommerse che vengono a galla

da afferrare rapidi con avide dita

in quel magico incanto per malati di vita.





E quando tocco i fogli pulsanti

dove divampano mille piccoli istanti

ne escono storie davvero impensate

fatte di lacrime, di sguardi e risate

perse nei vortici di un altro tempo

che somigliano a fragili scaglie d’argento

gocce che brillano sulla tua pelle

e scendono piano a far tacere le stelle.





E’ strano, lo so, parlare ad altri d’amore

senza pensare d’aver fatto un errore

a condividere baci, tocchi e pensieri

ancora caldi come il sole di ieri

con chi davvero non può proprio capire

il nostro piccolo e lento morire

soffrendo dentro come una pianta malata

senza riuscire a trovare risata.





Però serve capire che nella vita

le pagine scorrono in maniera infinita

che mai davvero abbandonano l’uomo

restando intatte in qualche flebile suono

ma bisogna sfogliarle per lasciare il torpore

e serbare infine con rinnovato vigore

quello che a torto chiamiamo dolore

ma che altro non è se non fame del cuore.





E sembra quasi uno strano tipo di osmosi

di pelle e di sogni, di ricordi gelosi

sale in cielo come acqua bollente

e penetra nei corpi di tanta altra gente

in questo mondo dove tutto è una svista

come i colori schizzati da un magico artista

dove il crudo presente si intreccia al passato

ed il futuro ci osserva con occhio pacato.





Così alla fine ci si ritrova per strada

sul sentiero tracciato di penna e di spada

rivolti ad oriente sulle tracce del mondo

immersi per sempre nell’umanità senza fondo

un sorriso accennato e lo sguardo bambino

ricchi soltanto del proprio destino

sulle labbra socchiuse un verso di addio

e fra le mani giunte il respiro di Dio.











Mese tre

giorno sei

anno nove

dodici lacrime salate

ventiquattro baci leggeri

e quarantotto versi d’amore e d’addio

per te