Thin(k) Freedom

Distruzione creatrice

Posted in Cose di Ca' Ska by Ronin on 4 maggio 2009

non è un ammore?



Questa volta non mi dilungherò nelle mie prolisse riflessioni filosofiche su sogni che si realizzano, condivisione fraterna della fatica, valorizzazione dell’appennino parmense, ecc.

Vi spiego soltanto cosa stiamo facendo attualmente a questo nostro piccolo rudere.

Anzi, parto illustrandovi com’è fatto, questo piccolo rudere.



costruzione principale



La casa (dai muri rigorosamente di pietra a vista) sorge su un pendio piuttosto inclinato ed è strutturata così: una costruzione principale di due piani, formata da due unici stanzoni di 6×4 metri, e un’altra costruzione (attaccata, ma costruita in un secondo momento) formata sempre da due stanze, ma di 4×4 metri. Le due parti non sono costruite sullo stesso piano, infatti la seconda è circa 1 metro più bassa dell’altra.

In pratica è come avere un piano terra con due stanze, una di 6×4 e una di 4×4, e un primo piano esattamente identico.

In più c’è un sottotetto nella parte più grande, ad un solo spiovente: è alto circa 2 metri ad una estremità e scende fino a chiudersi. Nella parte più piccola c’è ugualmente un sottotetto, ma è talmente basso da non poter essere utilizzato.

Senza contare i sottotetti (che non considero come spazi calpesatbili, pur potendo essere utili per aggiungere posti letto), sono 80 metri quadri.
Non una reggia, ma ci adattiamo.

Inoltre, pochi metri a lato della casa c’è una piccola dependance molto grezza, costruita in mattoni forati, con all’entrata un piccolo disimpegno di 1×2 metri (dov’è situato uno spettacolare forno a legna in perfette condizioni) e una stanza di 4×3 metri (credo). Sotto c’è una specie di cantina, grande sempre 4×3, ma poco abitabile in quanto alta neanche 2 metri.



dependance



L’idea sulla disposizione delle stanze è piuttosto semplice, ma crediamo efficace. Al piano terra ci sarà la “zona giorno”: la stanza grande diventerà la sala da pranzo, con annesso mega-tavolone di legno, mentre quella piccola sarà una cucina piuttosto spaziosa. Il piano superiore sarà la “zona notte”, con un salotto con camino nella stanza grande, un piccolo bagno di 2,5×2 nell’angolo in fondo della stessa stanza, e la camera da letto (soppalcata, visto che si toglierà il sottotetto troppo basso) nella stanza più piccola. E il sottotetto utilizzabile sarà sfruttato per aggiungere spartani posti letto.

La dependance è ancora poco chiaro come verrà sfruttata, ma probabilmente la stanza bassa fungerà da cantina/magazzino, mentre quella più alta sarà una specie di laboratorio, per lavorare con il legno, preparare delizie da cucinare con il forno a legna, ecc..






Subito dopo il rogito (più o meno), abbiamo iniziato i lavori preparatori.

Il pavimento della stanza grande al piano di sopra era imbarcato, perchè i travetti sotto non avevano goduto il peso di un muretto posticcio, costruito male e in un punto sbagliato. Così lo abbiamo tolto, anche perchè avrebbe mangiato troppo spazio.

Il 12 e il 13 aprile abbiamo tolto il pavimento di cotto della stanza. Il motivo era duplice: si dovevano sostituire i travetti imbarcati che lo sorreggevano e avevamo comunque intenzione di alleggerire il piano di sopra, facendo i pavimenti in legno.

L’idea è di fare tutto il piano terra di cotto (dove ora ci sono solo pietre e terra battuta, visto che erano stalla e gallinaio) e tutto il piano sopra di legno, così da avere la zona giorno con una pavimentazione più calda e più ricettiva al calore proveniente dal basso. Inoltre il peso totale del piano superiore diminuirebbe di parecchio, e in una costruzione in travi non è male..

Il pavimento era formato dallo strato di piastrelle di cotto, una colata di cemento di qualche centimetro e uno strato di pianelle, tutto sorretto da due travoni lunghi quanto la larghezza della casa, con i travetti appoggiati sopra per il lungo, a formare una specie di griglia che sorreggeva il tutto (giusto nel caso qualcuno non abbia mai visto case di un secolo fa..)

E’ stato un lavoraccio, fra il cotto da togliere senza rovinarlo, il cemento polverizzato da spalare e le pianelle da sfilare dal piano di sotto. Ma l’effetto finale è decisamente… d’effetto!



prima (durante..)

... e dopo



Rimasti senza pavimento ci siamo guardati intorno e qualcuno ha detto: “Ma l’intonaco del muro? Mica lasceremo quella merda, vero??”
E in effetti no, quella merda umida, scrostata e bagnata proprio non si poteva tenere.

Così, fra la domenica di pasqua e il ponte del 2-3 maggio, si è iniziato e portato a termine il paccosissimo lavoro di scrostare l’intonaco con spatole, scalpelli e martelli.

Nuvole di polvere, fiumi di detriti, moccio marrone, capelli stopposi, cemento fin dietro le palle degli occhi e fin dentro le palle..

Però ci siamo saltati fuori, e ad ora tutta la casa è libera da quell’orrore verde pisello e rosa pallido che insozzava le pareti. Liberare il piano di sotto da tutto quello che ci è finito dentro sarà un problema da risolvere poi..



Nel frattempo siamo riusciti a fare un altro paio di cosette.

Abbiamo cominciato a togliere il pavimento della stalla, fatto di pietroni gigantesci infilati per terra per l’altezza. Spalle e schiena hanno maledetto ampiamente tutte le carriolate di sassi fatte su e giù per la discesa. I macigni sono stati ammucchiati dietro la casa, in attesa di quando potremo utilizzarli per fare un bel muretto a secco..

Ora manca 1/3 del pavimento, che sarà presumibilmente terminato in settimana dal disoccupato in trance agonistica.

Successivamente avremo le giornate impegnate da un’altra opera titanica, quale scavare tutte e due le stanze per 50 cm di profondità, di modo da prepararle a ricevere la base del pavimento che verrà (strato di ghiaia e colata di cemento con rete metallica inserita dentro, più il cotto).

Immaginate di scavare 40 metri quadrati per mezzo metro di profondità: chiunque si rannicchierebbe in un angolo a piangere, ma nella nostra follia la prospettiva ci diverte molto.



Poi abbiamo tolto parte del sottotetto piccolo (non tutto perchè una parte ci fa comodo per quando dovremo coibentare il tetto, presumibilmente all’inizio di giugno), rovesciandoci addosso qualche quintale di guano di pipistrello accumulato nei decenni.



tetti poco rassicuranti



Lo spettacolo non è dei più piacevoli: il tetto è sorretto da travetti stile spiedini da barbecue, e l’immagine generale è un tantino instabile, ma in fondo ce lo aspettavamo. E proprio per questo una delle priorità (una volta che il muratore avrà tempo) è la messa in sicurezza del tetto (a livello di struttura e di tenuta dell’acqua).

Comunque è stata una buona cosa da fare, perchè siamo riusciti a visualizzarci mentalmente come potrebbe venire il soppalco.

E diciamo che… sì, ci piace. E molto. Potrebbe diventare una bellissima stanza, soprattutto con la vista che si ha dalla finestra rivolta a valle, che in confronto Gran Burrone è un parcheggio abusivo.



Poi così, en passant: abbiamo attivato l’elettricità. Anche se l’impianto non c’è ancora possiamo attaccare delle prese al contatore, almeno per lavorare con attrezzi che necessitano di corrente.

Molto più complicato invece per l’acqua, in quanto alla nostra casa non arrivano tubature di sorta. Con i tempi Enia, dovrenne venire su un tecnico che ci dica come fare: probabilmente sarà una canna in pvc, che passa a terra o sospesa, e che si attacca più a monte dove arriva l’acqua. Gelerà tutti gli inverni, ma non credo proprio che saranno disposti a fare delle tubature per una casa (a meno di non pagare uno sproposito, che non abbiamo).



Non ricordo altro di particolare, a parte le preziosissime consulenze ricevute da muratore e restauratore personali (che borghesucci del cazzo che siamo), che ci hanno spiegato e indirizzato sulla quasi totalità dei lavori.

Senza il loro appoggio non voglio immaginare che danni potremmo fare..



Mancherà sicuramente qualcosa, ma direi che per questa volta ho scritto abbastanza. Se qualcuno dei compagni vuole fare delle aggiunte/correzioni è più che il benvenuto.

Se siete arrivati fin qui senza perdervi a guardare donne nude su internet vi stimo molto.






[Foto del Forna, visto che la mia scheda SD è persa da qualche parte della camera, puttana ladra..]

10 Risposte

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  1. Maria Chiara said, on 5 maggio 2009 at 19:03

    veramente interessante questo resoconto….anche se la carbonara ormai ha un po rottooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

  2. mamma said, on 5 maggio 2009 at 20:25

    Popi, ma state distruggendo tutto!
    Ma io posso iniziare a fare le tendine?
    moki

  3. Ronin said, on 5 maggio 2009 at 23:11

    Ma certo che puoi!
    Solo che non verranno utilizzate prima di un anno o due..

  4. LUCA said, on 6 maggio 2009 at 13:56

    le tendine però le voglimo rosa con i cuoricini…

  5. gemmin said, on 6 maggio 2009 at 14:42

    cioè, al momento quello che rimane è il muro perimetrico? =)
    che bravi siete!

  6. direttore dei lavori said, on 7 maggio 2009 at 18:19

    bene figlioli…..manca trenta per fare trentuno…..ma ce la possiamo fare.

  7. Tata said, on 7 maggio 2009 at 19:00

    Jaky, ma sai che se vuoi un paio di distruttori infaticabili non hai che da chiedere, c’è solo qualche problema di lavoro minorile, ma come distruggono loro non distrugge nessuno. L’importante è non chiamarli quando inizierete a ricostruire
    Baci
    Tata

  8. il_passante said, on 7 maggio 2009 at 22:42

    “…..che in confronto Gran Burrone è un parcheggio abusivo”.
    ehehehe bellissimo!

    avanti tutta allora! la descrizione dei lavori mi ha entusiasmato anche se in realtà io non c’entro per nulla. mi prenoto per suonare alla festa di inaugurazione, quandunque essa sia. saluti!
    giulio

  9. LUCA said, on 8 maggio 2009 at 08:33

    Beh potresti venire a suonare anche prima per alleviare i lavori 🙂

  10. Carlotta said, on 9 maggio 2009 at 19:25

    State realizzando qualcosa di grande.. e, credo lo sappiate anche voi, nonostante le apparenze in quella casa c’è già tutto ciò che davvero conta..


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