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Camino del Norte: 13-14/07/2009 (Parma-Irun-Orio)

Posted in On the Road by Ronin on 1 agosto 2009

Partenza!

  • 13/07/2009 – Parma

Dunque dunque, sono fermo in stazione da un’ora. Ecco cosa succede a farsi accompagnare da affermati medici che dovono andare al lavoro..

Ho appena ricevuto la telefonata di Giulio che mi dice che causa esami e concerti non riesce ad organizzarsi per raggiungermi a metà viaggio, come si era pensato di fare. Un pochino me lo aspettavo: per organizzare un viaggio così un minimo di preparazione e di tempo è necessaria, e quel ragazzo è più impegnato di un capo di Stato!

E ammetto che questa telefonata mi ha lasciato con due sensazioni contrastanti: da un lato, all’inizio c’è stata un po’ di agitazione. Essendo il mio primo viaggio da solo, sapere che un’altra persona mi avrebbe raggiunto dopo una settimana era un’ancora psicologica non indifferente, e ormai ero abbastanza nell’ottica.

D’altro canto, dentro di me credo di essere sempre stato convinto della necessità di andare completamente da solo. Per tutta una serie di motivi che non sto ad approfondire ora, sentivo che era il momento giusto. Mi sembra di essere esattamente dove dovrei essere, ora.

E’ una sensazione molto bella, un mix di emozioni tipico dei viaggi.

Sono emozionato, un po’ preoccupato (per la mia lacunosa pianificazione), e curioso per tutto quello che vedrò e le persone che conoscerò.

Ma sono anche molto tranquillo e sereno, come sempre mi capita nelle partenze.

Tutti i pensieri e le ansie scompaiono e rimane solo un leggero formicolio dietro la nuca.

Sarà il Dio dei Viaggiatori, che veglia su di me e mi benedice?

Mi preparo per l’odissea dei treni, che Dio m’aiuti..

P.s. Non so bene come andrà a finire con questo quaderno, ma sono contento di averlo portato.

  • 13/07/2009 – Geneve

Figa come odio quell’ammasso di ferro imballato!

La bici impacchettata è di una scomodità rara, poi la mia è particolarmente pesante e ingombrante..

Ho sudato come un porcello per tutta Milano Centrale, nel tentativo (riuscito, ma con difficoltà) di ritirare in tempo il biglietto Geneve-Irun.

D’altronde, il malloppo è formato da:

  • 1 bici (semi-smontata e avvolta in un telo di plastica)

  • 2 borse laterali posteriori

  • 1 borsa-zainetto componibile, che si incerniera sopra alle altre due

  • 1 borsa da manubrio

  • 1 marsupio.

Logico che faccia venire istinti suicidi timbrare biglietti, comprare da mangiare, andare a pisciare o anche solo muoversi, bardati in questo modo..

Insomma, oggi mi sono un po’ stressato a causa di questo viaggio infinito.

Non vedo l’ora di infilare i piedi sui pedali e partire in sella al bolide..

Per fortuna il tempo passato a scarrozzare su e giù è incredibilmente inferiore a quello (qualitativamente migliore) passati sui treni!

Personaggi del giorno:

  • due mormoni americani, inviati in Italia dalla loro “Chieda di Gesù” (originale…) per convertire gli infedeli. Però quel loro essere deliziosamente ottenebrati da deliri religiosi e apocalittici me li ha resi quasi simpatici, e ci ho chiacchierato volentieri.

  • Giovane statunitense in viaggio attraverso l’Italia, che ha palesato tutta la mia ruggine riguardo alla lingua inglese. Dopo un po’ ho cominciato a parlare un po’ più fluidamente (‘nsomma..), ma all’inizio sembravo un bambino delle elementari. Altro che FCE..

  • coppia di attempati cicloturisti austriaci (con un inglese peggiore del mio), che mi hanno aiutato a fissare la bici nel vagone apposito e che in generale sono di una gentilezza quasi impossibile.

Ora mi aspettano una quindicina di ore di treno notturno.

Speriamo che i 5 bambini nella cuccetta a fianco (con tanto di super-mamma sola al seguito!) non facciano un simile casino anche stanotte (mode“vecchio rompicoglioni”off)

Ah, lezione di vita #1: mi sono reso conto di quanto si gode avere una persona che ti regge i bagagli quando devi fare qualcosa.

Waiting

  • 14/07/2009 – Orio

Temo che sarò breve perché non mi reggo in piedi…

Fra una cosa e l’altra, non non sono riuscito a partire prima delle 13,30: arrivo, montaggio bici, pranzo, trovare la credenziale, trovare l’inizio del cammino, ecc.

Un grazie di cuore, fra l’altro, al bomber-prete di Irun, che mi ha riconosciuto come pellegrino mentre vagavo spaesato fuori dalla sua chiesa, ed è stato disponibilissimo e amichevole, sotto il modo di fare a prima vista burbero.

Poi che dire, Irun e San Sebastian di poco conto. La prima un’anonima cittadina di frontiera, mentre la seconda è un po’ la Rimini dei Paesi Baschi, da quel che ho potuto vedere.

Molto bello, invece, il Santuario de Guadalupe, prima vera tappa del cammino: grossi pietroni che farebbero la gioia di ogni signatichese che si rispetti, e un bellissimo panorama su tutta la costa e l’oceano.

Le gambe e il culo reagiscono non peggio del previsto, in fondo 60km il primo giorno, e solo di pomeriggio, non sono niente male!

Ma ora ho ancora i muscoli caldi, vedremo come staranno domani..

Invece la sorpresa vera è venuta dall’albergue de peregrinos, il primo in cui passo la notte.

E, francamente, ho paura di abituarmi male!

Camere pulite e ordinate, così come i bagni, lavanderia con asciugatrice e giardino da mille e una notte. E poi, above all, quella meraviglia della proprietaria, Rosa: un vulcano di signora che per mentalità e vivacità potrebbe avere la mia età.

“Hola, quien es?”

“Buenas tardes, Señora. Me llamo Jacopo, y soy un peregrino muy canzado..”

“Vale, chico! Significa che tu eres un peregrino de verdad!”

E poi grandissima cucina!

Ha preparato una pasta buonissima, e poi mi ha confessato di essersi preoccupata molto al mio arrivo: “Madre de Dios, un italiano!”, ma i miei complimenti (sinceri) l’hanno tranquillizzata e resa raggiante.

Inoltre è stata una bellissima cena.

In quattro: io, un ragazzo di Valencia che insegna latino e greco, e una signora con sua figlia, dell’Oregon, che stavano facendo il cammino concatenandone tre o quattro versioni diverse, Dio sa come..

Grandi chiacchiere, dalla situazione dell’istruzione pubblica statunitense alle specialità culinarie nostrane.

E come se non bastasse si è aggiunta Rosa, a investirci con fiumi di parole riguardo al cammino, alla storia dell’albergue, alla sua vita privata, insomma praticamente a tutto lo scibile umano.

Sarà dura che le prossime serate siano all’altezza, ma ci voglio credere!

E ho già ricevuto consiglio sul prossimo posto dove fermarmi.

Ah, quasi dimenticavo.

Mi perdo sempre, puttana eva.

Non ho problemi a chiedere informazioni, ma in compenso mi manca senso dell’orientamento e voglia di consultare la guida.

Vado a naso, insomma.

E di solito sbaglio.

Vedrò di starci attento, a questa cosa.

La crew di Orio

Una Risposta

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  1. Pietro said, on 4 agosto 2009 at 00:38

    Direi che i primi 2 giorni non sono stati niente male come inizio!!
    che bella esperinza cavolo!
    devo farla per forza…non mi perderò le prossime puntate del tuo diario di bordo!
    belle le foto, davvero…:-)


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