Thin(k) Freedom

Giochino del mezzodì

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 21 ottobre 2009


10 cose belle e 10 cose brutte.

Prima le brutte, anzi.





L’assoluta incapacità di concentrazione necessaria allo studio.

Rendersi conto di quanto tempo si “perde” a vivere da soli, fra spesa, cucina, pulizie, piatti, ecc.

Goonies che intervengono cercando di dare lezioni alla prof.

Tanti portici, pochi alberi.

Equazioni differenziali. Fottute equazioni differenziali.

La verdura della Pam.

Buoni propositi che restano tali, leggi corso di inglese e attività fisica.

Le amate pedalate, ormai dimenticate.

Sprazzi di forte nostalgia, e a causa del sorriso di un’unica persona.

Niente internet.





Gli esperimenti di gruppo microeconomici, anche quando sballiamo i dati.

Abitare sopra ad un pub, con la pinta di Guinnes a 2,50€ per l’happy hour.

I film, di ogni genere, visti svaccati sul letto con il portatile appoggiato sulla sedia.

Le osterie dove bevi vino rosso scadente e ti porti il mangiare da casa.

I professori che si definiscono “economicamente marxisti, politicamente comunisti e filosoficamente nichilisti”.

La Grande Cucina Ziveri, con cipolle e caffè che dominano.

L’aria universitaria pseudoculturale che si respira per tutta via Zamboni.

Partite di scacchi mentre alla tv scorrono squallide fiction di canale 5.

1 locale fighetto ogni 10 sfattoni, e non viceversa.

Niente internet.





Evviva la (finta) emancipazione, gente.

Don’t try this at home.


Prima o poi scriverò anche qualcosa di coerente.
Forse.


E spero di riuscire a fare un po’ di foto, che qui merita.

5 Risposte

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  1. ilcapodelbosco said, on 26 ottobre 2009 at 21:22

    Ciao popo, sono il carbo. mi sono lasciato infinocchiare pure io dal mondo virtuale. ma, come te, non perdo il mio credo sinceramente bucolico 🙂

    passa a farmi visita quelle poche volte che scriverò. io nel frattempo mi sono gustato tutto il tuo cammino scirtto a tastiera, che non sarà la stessa cosa, ma se chiudo gli occhi posso capire, eccome se posso capire. con un pò di nostalgia:)
    a presto,
    Matteo

  2. ilcapodelbosco said, on 26 ottobre 2009 at 21:23

    http://www.ilcapodelbosco.wordpress.com

  3. il_passante said, on 27 ottobre 2009 at 11:18

    ciao popo
    nella mia fuga precipitosa di sab sera nn ti ho salutato; rimedio ora, anke se so ke nn è la stessa cosa. goditi la vita da studente universitario in trasferta, sarà dura, ma continuare a vivere nella vecchia magione è peggio (per una serie di motivi che ora sarebbe lungo elencare). qui quasi tutto è pronto per il lucca comics, tranne i miei nervi, ke sono allo sforzo limite ancora prima ke inizi la faticaccia. speriamo bene! io ogni tanto passo da bologna (continuo a collaborare con l’idioteca, di cui fra pochi giorni dovrebbe uscire il nuovo numero), tu ogni tanto passi da parma; sentiamoci per una birra (“una” è chiaramente un eufemismo), che mi fa sempre piacere! nell’una o nell’altra città è uguale. a risentirci presto, buona vita universitaria nel frattempo (la immagino simile alle vignette di snoppy in versione “joe cool” che tira tardi in camerata…….)! ciao!
    giulio

  4. Carlotta said, on 1 novembre 2009 at 09:49

    Io l’aria pseudoculturale di via Zamboni l’ho respirata nel ’98 quando finalmente ho messo piede nell’ appartamentino di via Belle Arti con le mie 4 coinquiline.. le scale del 25 dove per arrivare ad un panino dovevi scavalcare 4-5 studenti in coma sui gradini, il Corto Maltese, il Piccolo bar di P.zza Verdi, andare a lezione con la tuta lucida del ’92 tanto non ti guarda nessuno, la prima volta che ho visto P.zza Santo Stefano di sera col mio amore dei vent’anni indossando un boa di piume fucsia, Alice che nella sua stanza suonava la chitarra prima di dormire, ritrovarsi in cucina con gente mai vista.. eravamo perfetti, ingenui e innamorati di quella nuova vita, dove tutto accadeva per la prima volta.. grazie per avermelo ricordato.. 🙂

  5. lollo said, on 4 novembre 2009 at 14:23

    ciao popo!!
    bella eh la vita fuori casa?! magari un giorno mentre salgo verso il veneto mi fermo da te a bologna. Tra l altro succede spesso che vengo a giocare a basket a 5 metri da casa tua. magari la prossima volta che organizziamo qualcosa mi faccio sentire. ciao ciao a presto


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