Thin(k) Freedom

Summer days in Uppsala (almost..)

Posted in Swedish Life by Ronin on 16 maggio 2011

Non sto aggiornando molto il blog ultimamente, me ne rendo conto.
Vorrei dire che non ho tempo ma in realtà non è vero, potrei scrivere un post al giorno, volendo.

Semplicemente mi sono reso conto che l’idea di “diario (quasi) giornaliero” non mi è riuscita molto: un po’ forse per pigrizia, ama anche perché ci sarebbero troppe cose da raccontare, idee su cui ragionare, sensazioni da trasmettere..
Mi vengono in mente cento cose durante la giornata, poi me le scordo e quando si tratta di scrivere mi rendo conto che non so da dove partire. Senza contare il tempo passato a cazzeggiare al computer, che è sempre tanto e potrebbe essere utilizzato meglio, ma su questo sono impresentabile.

Anyway, questi giorni sono strani, e il clima segue questa stranezza. Ci sono dei giorni con 25° e altri in cui esci la sera con maglione + giacca e c’è comunque freddo.

Mica per fare il lamentoso eh, però ci si aspettava un po’ meglio.

Va bene tutto, che siamo in Svezia ecc ecc, ma è maggio maledizione, ho voglia di stare al caldo!

Soprattutto per il fatto che la fine si avvicina, si vorrebbero sfruttare questi giorni stando all’aperto, vagabondando e facendo tardi la sera sui tetti. Invece è da due giorni che si alternano temporali a sprazzi di sole..

Ma non ci possiamo del tutto lamentare, ci siamo goduti diversi giorni eccezionali, che quasi ci si dimenticava di essere in Svezia.

Il primo vero big barbecue della stagione, a Kantorsgatan, una giornata svaccati sul prato a prendere il sole, mangiare chili di carne e giocare a beach volley. Il giusto modo per godersi la vita.

Qualche foto và.

Solo per dimostrarvi che anche qui, a volte, si può stare in costume da bagno.

Tutti bianchi come dei polli, non un grande spettacolo. Ma credo che il sole qui al nord sia molto più debole, a parità di temperatura percepita, perché nonostante diversi giorni sotto al sole siamo ancora tutti decisamente palliducci..

Poi al solito tante serate fuori, a godersi questi giorni che fuggono cercando di trarne il massimo. Con queste relazioni “a scadenza” che mettono un po’ angoscia, a pensarci.

Ma si cerca, appunto, di non pensarci troppo. E già vedo che ognuno sta approcciando la cosa a modo suo, chi con tristezza, chi con la smania di fare tutto prima della fine, chi è già proiettato al dopo..

E c’è anche una specie di separazione in due gruppi, fra quelli che tornano a fine maggio-inizio giugno, che si sentono proprio alle ultime battute, e quelli che restano fino a metà giugno, che con la mente sono ancora un po’ lontani.

Ma la sensazione generale è quella: poco tempo. Che si cerca di vivere al massimo ma che inevitabilmente scivola fra le dita..

——–

Sabato bellissima giornata, capitata quasi per caso. Katka aveva amici in visita, e così siamo andati al buffet di waffles (per pranzo..) a fare due chiacchiere. Waffles eccezionali, fra l’altro. Pesi da bestia, ma buonissimi.

Poi niente, vista la bella giornata si decide di andare al lago Malaren. Solo che i due amici di Katerina ovviamente non avevano le bici, quindi partiamo a piedi.

Sono una decina di chilometri di un bellissimo sentiero che costeggia il fiume, che parte dalla città e lo segue fino al lago, dieci chilometri più a sud.

Si passa per il centro di Uppsala, poi per qualche parco, i prati intorno alla città, piccoli boschi, paludi (con deliziose passerelle di legno che le attraversano) e piccole spiagge..

E si arriva a quell’enorme lago (anche se sarebbe più corretto parlare di rete di laghi) che unisce Uppsala a Stoccolma. Esatto, quello totalmente ghiacciato in cui d’inverno andavamo a pattinare e che adesso, inutile dirlo, fa totalmente un’altro effetto!

Dieci chilometri non sono certo tanti, ma la mancanza di allenamento me li ha fatti sentire.

Però davvero una bella gita, per ore in mezzo al verde, con una natura piena di colori. Una cosa che a ben pensarci non mi capitava da tanto, e forse è proprio per questo che mi è rimasta così impressa.

Questa è probabilmente la Svezia migliore, una Svezia verde, con tanta acqua, calda e accogliente, che invita a passare tutto il giorno all’aperto, camminando e godendo della natura sconfinata.

Quella che purtroppo noi riusciremo ad assaggiare appena, visto il periodo della nostra permanenza svedese. Ma che fa venire davvero voglia di tornare..

———

In queste settimane, finiti i grossi esami di econometria, sono decisamente più rilassato.

Ho sei lezioni in tutto il mese di maggio, giusto per darvi un’idea..

Così ora sto giostrando il mio tempo libero fra:

 – studio di economics of development, il cui esame è il 30 maggio, due giorni prima del mio ritorno. Esame facile facile, da quel che sembra, ma da cui proprio per questo è furbo cercare di tirare fuori un bel voto. Quindi sotto a rileggermi cose già viste all’infinito nella triennale.

– esercizi di inglese per l’IELTS, esame di inglese che farò appena tornato il 4 giugno, un po’ per non finire in mezzo agli esami italiani e un po’ per sfruttare al meglio l’inglese si suppone a Uppsala mi sia entrato un po’ in testa.

– papers su papers da leggere e selezionare per la tesi, ora che la prof mi ha finalmente dato conferma sulla traccia che ho proposto. Il tema mi appassiona, la materia è infinita, il tempo poco. Devo essere efficace ed efficiente, come un agente razionale microeconomico.

Quindi insomma, sono rilassato ma qualcosa per riempire le giornate ce l’ho (anche perché va bene le feste e gli amici, ma di giorno tutti sono più o meno impegnati con studio o lezioni, quindi qualcosa da fare bisogna trovarlo!)

Ah, quasi dimenticavo: sabato sono andato al mio primo roof party (anche se detta così fa un po’ scolaretta al ballo)!

Purtroppo il clima e la stanchezza della giornata non hanno aiutato, ma devo dire che di fascino ne ha: qualche centinaio di studenti su un tetto di Flogsta, con la musica sparata, con gente che piscia in un angolo e altra che copula in quello opposto.. Tutto questo finché qualcuno dai “veri” palazzi vicini non chiama la polizia che arriva a sbattere tutti fuori.

Molto erasmus, non c’è che dire!

——

p.s. Presente quando dicono che al nord la gente si suicida perché d’inverno c’è troppo buio e si entra in depressione??

Prescindendo dal (risibile) valore scientifico dell’affermazione, vi dirò che per me il problema è invertito.

Nel senso che d’inverno non ho sentito questa gran differenza: il sole tramonta verso le 3.30-4 (un’oretta prima che Italia), niente di terribile.

Ma ora che ci avviciniamo al solstizio d’estate, le giornate sono sempre più lunghe. E finché si tratta di avere il tramonto alle 22.30 va più che bene (anche se fa strano), il problema è il sole che sorge alle 4 del mattino! Con la luce che comincia ad arrivare prima delle 3..

Ecco, QUESTO sì che fa sbarellare. Poi sarà che qui vado a letto tardi (e mi alzo tardi..), però davvero scombussola un po’ l’orologio biologico. Anche perché non hanno tapparelle o imposte, ma solo delle specie di veneziane che non riparano minimamente dal sole.

Quindi potete immaginare che andare a letto alle 2 ed essere svegliati dalla luce dopo un’ora non sia la cosa più piacevole del mondo..

Alla fine ho adottato una soluzione pratica ed efficace. Un po’ casereccia, ma efficace: coperta ikea da 5€ appesa alla finestra. E si dorme che è un piacere.

Really proud of me.

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