Thin(k) Freedom

La parola “fine” sulla patrimoniale

Posted in Dategli brioches by Ronin on 17 maggio 2012

Su Noise from Amerika (sito da tenere sempre d’occhio), Sandro Brusco fa un’analisi molto dettagliata sulla questione della patrimoniale, proposta sia da Bersani che dalla corrente Prossima Italia del PD come strumento per far gravare l’aggiustamento dei conti sulle spalle di chi può permetterselo con meno dolori.

Della patrimoniale ho già parlato, cercando di spiegare perché l’IMU è a tutti gli effetti una patrimoniale, in quanto colpisce il patrimonio immobiliare. Ma ovviamente tutti pensano che “i ricchi siano altri”, e quindi si chiede una patrimoniale “vera” che colpisca i super-ricchi.

Anche Brusco si è reso conto che spiegare come l’IMU sia una patrimoniale già abbastanza pesante evidentemente non basta a chi chiede effetti più redistributivi. Ha quindi ha scritto questo articolo in cui vengono fatti alcuni semplici conti riguardo alla base imponibile e al gettito di una tassa sul patrimonio mobiliare. In questa categoria rientrano i contanti, i conti correnti, i depositi, i titoli di stato, le obbligazioni e le azioni di società, le quote di fondi d’investimento, e altre voci minori.

L’articolo è già esauriente di per sé, quindi invito a leggerlo con attenzione, visto che è davvero chiaro e soprattutto utilizza dati difficilmente discutibili per arrivare alle proprie conclusioni.

Mi limito a far notare due cose: l’Italia è fanalino di coda nell’importanza del mercato mobiliare (la Borsa Valori) per l’economia. Come spiega Fausto Panunzi su laVoce.info:

Giuseppe Vegas [Presidente della Consob, ndr] ha confermato che la Borsa in Italia è un canale sempre meno efficace per convogliare il risparmio delle famiglie, peraltro ormai ridotto a causa della crisi, al settore delle imprese. Il numero d’imprese quotate si è ridotto ormai a 263 e la capitalizzazione della Borsa rappresenta solo il 21 per cento in rapporto al Pil, contro il 37 per cento della Germania, il 55 per cento della Francia e il 140 per cento del Regno Unito. Poche sono state le nuove quotazioni (solo cinque in tre anni), così come pochissime sono le medie imprese (quelle con una capitalizzazione sotto i 50 milioni) presenti sul mercato.

Questo implica che la ricchezza (patrimonio) degli italiani è formata per la maggior parte dagli immobili, non dalle attività mobiliari (come peraltro i dati nel post di NfA confermano senza incertezze), e che quindi l’IMU è già una strada molto incisiva per tassare i patrimoni (anche troppo, come i contribuenti stanno dolorosamente scoprendo in questi mesi).

In ogni caso, una patrimoniale sulle attività mobiliari può essere introdotta anche per ragioni simboliche (anche se non va dimenticato che tasse di questo tipo ci sono già, e sono la tassazione sui capital gains e i bolli su depositi e conti correnti), ma tenendo presente che il gettito sarebbe molto inferiore alle aspettative dei promotori.

Inoltre è bene ricordare come per il patrimonio mobiliare sia inevitabilmente più facile eludere la tassazione, in quanto esso è per definizione mobile, soprattutto se si prevedono franchigie per sollevare i redditi più bassi dall’imposta. Lo spiega bene Brusco con l’esempio della “spartizione” delle liquidità fra una coppia di genitori e la figlia, così da non far rientrare i conti correnti nella fascia di applicazione. E ci sono moltissime tecniche simili, oltretutto legali al 100%.

Infine, vale sempre il discorso sull’errore del “modello fisso” utilizzato da molti per inferire sulla distribuzione della ricchezza, senza rendersi conto che a livello intertemporale redditi e patrimonio evolvono, e che è empiricamente verificato che le famiglie in età avanzata (dall’età pre-pensione) sono quelle più ricche grazie al risparmio e agli investimenti della vita lavorativa, e che quindi i ricchi non sono, se non in piccola parte, i Paperoni dell’industria e della finanza, ma persone normali che hanno lavorato e risparmiato per tutta la vita.

Ma leggete l’articolo, che è ben più istruttivo delle mie parole.

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. fausto said, on 17 giugno 2012 at 09:59

    Eppure mi pare un delirio tassare redditi in maniera così maniacale e rifiutare di tassare i patrimoni. Tassare tanto i redditi significa calpestare chi si impegna sul lavoro; ad essere premiato non è dunque chi si da da fare in fabbrica, nella scuola o nei campi, ma piuttosto chi ha ricevuto qualcosa in eredità dalla zia. E’ un modello sbagliato, ci porta al suicidio. Si dovrebbe discutere anche di questo…..


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: