Thin(k) Freedom

Pensieri a caldo

Posted in Dategli brioches by Ronin on 21 maggio 2012

1. Non c’è niente di peggio di chi pensa agli elettori come a degli idioti/ignoranti. In un paese democratico vince chi riceve più voti dagli elettori, frega niente se sono laureati o con la terza media, di destra o di sinistra, onesti o disonesti. Chi riesce a convincere il numero più alto di persone a mettere la croce sul proprio nome governerà per gli anni successivi, questa è la realtà e il radicalchicchismo non serve a cambiarla.

Come conseguenza, non c’è niente di peggio degli sconfitti che si lamentano degli elettori che non sono stati abbastanza furbi per votarli. E’ perfettamente naturale che lo facciano, ma è altrettanto inutile, se non controproducente.
Quindi per come la vedo io il PD deve farsi un esame di coscienza riguardo alla propria proposta e alla capacità di entrare in sintonia con quello che vuole il paese.
Come ha scritto Claudio Cerasa su twitter (anche se si riferiva al risultato del PdL a livello nazionale): “senza premettere che “sì, è vero, abbiamo perso di brutto” nessuna dichiarazione potrà essere presa sul serio”.

I politici fanno sempre una ben grama figura quando affrontano le sconfitte commentando una supposta pochezza intellettuale dei cittadini (anche se ovviamente il politichese usa parole diverse, ma il concetto è quello). Il voto va preso sempre come un messaggio, come se milioni di persone parlassero alla classe dirigente dicendo “di quello che avete fatto fino ad ora penso X e ora voglio che al governo per i prossimi anni ci sia Y”. E’ una dichiarazione di intenti a livello macro, e visto che il popolo è sovrano l’unica cosa sensata da fare è riflettere su sé stessi per capire come fare proposte convincenti che ne incontrino i favori.

2. A livello di percentuali il dato fornisce un altro messaggio importante: con un 3-5-8 % di scarto si può ragionare sulla comunicazione sbagliata, un candidato poco carismatico, un’influenza negativa dalla politica nazionale, a Parma la differenza fra i due candidati è stata del 20% (VENTI).

Con uno scarto così plebiscitario, a me pare che cadano tutti questi discorsi. Se si fosse candidato Pagliari sarebbe stata la stessa cosa, se Bernazzoli si fosse dimesso dalla Provincia sarebbe stata la stessa cosa, se il PD avesse speso 20mila euro invece che 200mila per la campagna elettorale sarebbe stata la stessa cosa.

Il Movimento 5 Stelle che prende il 60% vuol dire che gli elettori hanno perso qualunque tipo di fiducia nei confronti della propria classe dirigente, che hanno deciso di volere una svolta brusca nel modo di fare politica e che vogliono vedere persone diverse al governo della città.

Questa protesa generalizzata si è incanalata nel M5S perché sono stati gli unici a sapere cogliere e utilizzare questo malessere, proponendosi come qualcosa di completamente avulso dalle logiche partitiche.

I partiti devono trarre le loro conseguenze, con la consapevolezza che decidere di continuare sulla stessa strada vuol dire prendere il 10% alle prossime elezioni politiche.

3. Le implicazioni a livello nazionale sono enormi. Possono non piacere le iperboli, ma dire che oggi inizia la Terza Repubblica (come Peppino Caldarola vaticinava prima dei ballottaggi) vuol dire prendere atto di un cambiamento che sta avvenendo nella politica italiana.
Non vuol dire che ci sarà la guerra civile o che lo Stato Italiano si rivolterà come un guanto, ma che il quadro politico ha iniziato a modificarsi (lo si intuiva già da un po’) e che nel 2013 probabilmente cambierà ancora di più. Non entro nel merito di discorsi su berlusconismo, tangentopoli, grandi coalizioni, ecc. Bisogna però rendersi conto che in questi anni grandi masse di elettorato si stanno muovendo da destra e sinistra, facendo rovinare partiti fortissimi fino a pochi anni fa e premiando perfetti sconosciuti.

L’Inghilterra ha sostanzialmente gli stessi partiti da 200 anni, e in Italia il quadro politico viene polverizzato e ricostruito ogni venti. Non so dire se sia un bene o un male, ma penso che un po’ dipenda dalla nostra Repubblica molto giovane e molto dalla bassa qualità della nostra politica.

Come diceva Mao Tse Tung, “grande è la confusione sotto al cielo, la situazione è eccellente”. Non si può dire che non viviamo in tempo interessanti.

4. C’è una cosa molto buona in questo risultato, che è collegata con il mio recente post sul sistema elettorale. E’ anche grazie al ballottaggio e all’elezione diretta del sindaco che Pizzarotti ha potuto sbancare in questo modo: la volontà degli elettori è in questo modo ben delineata, non ci sono vittorie risicate, maggioranze mobili, governi (giunte) deboli.

Chi viene eletto ha la piena responsabilità delle proprie azioni e tutti i poteri di portare avanti il proprio programma. In questo modo i fallimenti e le conquiste possono essere attribuiti senza tentennamenti, giustificazioni e “ma però”.

In questo modo il Movimento si troverà per la prima volta a dover dimostrare le proprie capacità rinnovatrici sul campo minato di un’amministrazione locale di una certa importanza. Il fatto che sia con i conti in disordine conta poco, visto che ormai qualunque governo, ente, impresa ha i conti in disordine, e non sarà una scusa valida.

D’altro canto, anche la sconfitta del PD è netta e rovinosa, e obbligherà il gruppo dirigente a profonde riflessioni e alle dimissioni dei vertici. Ah, un momento. Questo probabilmente non succederà, a ben pensarci..

Già, perché non succederà? Perché è molto da persone profonde e superiori al volgo perdere sempre e passare gli anni successivi a lamentarsi della gente che non è in grado di capire, delle condizioni avverse, della macchina del fango, degli speculatori internazionali, di Monti, della strategia della tensione e dei “ma però”. Buona lamentazione.

5. La destra è allo sfascio su tutta la linea, è un dato ancor più netto che le difficoltà del PD. Sinceramente non sono contento di questa cosa. A parte essere un liberista selvaggio e senza scrupoli, sono anche convinto che l’alternanza politica e la bontà di proposte contrapposte sia la cosa che mantiene in vita un sistema democratico. Per capirci, penso assolutamente che un paese (soprattutto l’Italia) che fosse governato per 50 anni dalla sinistra andrebbe probabilmente nel baratro, così come se per 50 anni al governo ci fosse solo la destra. Lo schieramento politico rappresenta istanze diversificate e rilevanti per la popolazione, e se dopo secoli si continua a saltare da una parte all’altra probabilmente è perché non è chiaro quale sia la migliore (e aggiungo perché non c’è proprio).

Quindi l’idea che il centrodestra sia completamente allo sfascio non mi da nessun fremito di gioia. Sono però contento, se non per la destra IN SE’, per lo sfascio di quel mucchio di idioti che ha rappresentato quella parte politica negli ultimi 20 anni. Se questa gente venisse spazzata via del tutto sarebbe solo un bene (e già circolano voci di imminenti dimissioni di Alfano dalla guida del partito).

Il vuoto politico va però riempito in qualche modo, e quello che io auspico è che qualche forza autenticamente liberale ne prenda il posto, così che possa nascere in Italia quella componente autenticamente liberista, pragmatica e moderata che il populismo colbertista di Berlusconi e Tremonti ha impedito durante tutta la Seconda Repubblica. Come fa notare Riccardo Puglisi citando Il Portaborse, quasi sicuramente Luca Cordero di Montezemolo dichiarerà la sua entrata in politica quest’estate. Era una cosa immaginabile da un po’, nonostante le ovvie smentite, ma la disfatta del PdL la rende praticamente certa. Non voglio commentare ora i vari “anche Berlusconi aveva cominciato così”, “altri conflitti di interesse”, “il governo dei ricchi”, eccetera. La rinascita del centrodestra è una argomento che meriterà trattazioni più approfondite quando se ne saprà di più.

Ma tutto questo conferma la mia idea di grandi cambiamenti in atto.

6. Osservazione personale a margine. Essere ai seggi elettorali è molto bello. Ci sono momenti decisamente vuoti e noiosi, ma toccare come funziona la democrazia con mano è una bella cosa.

Ed è incredibile come funzioni la legge dei grandi numeri. Il mio seggio aveva 800 elettori, sui quasi 100mila parmigiani. E il presidente del seggio prima dello spoglio mi aveva avvisato “vedrai, le prime 30 schede ci diranno chi vince le elezioni”.

Ed è stato esattamente così, così come le percentuali variano pochissimo fra seggio e seggio, nonostante le diverse aree della città abbiano composizioni molto diverse di residenti.

Dopo le prime 20-30 schede già eravamo colpiti dal nome di Pizzarotti che usciva in continuazione. A 50 schede era del tutto evidente il risultato.

Statistics rules.

7 (update): Infine, non riesco a non pensare all’imprevedibilità delle elezioni. Al primo turno sembrava certo un ballottaggio Bernazzoli-Ubaldi, con il M5S fra il 5 e il 10%. Alla fine i grillini hanno preso il 20 e Ubaldi è stato umiliato. In vista del secondo turno, visto l’exploit inatteso di due settimane prima, tutti erano molto attenti alla situazione e ragionavano sui flussi elettorali in entrata e uscita, sugli astenuti potenziali votanti e altre amenità. Ma erano davvero pochi quelli convinti di una vittoria del Movimento. E mi sento tranquillamente di dire che chi lo faceva era sostanzialmente per militanza, più perché ci sperava che perché ci credeva. E alla fine Pizzarotti passa dal 20 al 60%, vincendo con una percentuale quasi bulgara e umiliando un candidato che pochi mesi prima era dato praticamente per vincitore certo.

Tutto questo ha dell’incredibile a livello politico, ma mi fa anche riflettere sulla sostanziale incapacità di sondaggi, analisi e previsioni di prevedere l’esito di un’elezione. Si possono fare tanti ragionamenti ma forse quello che gli elettori decidono in cabina è davvero frutto di variabili impenetrabili.

Si direbbe che il detto sui nostri cugini d’oltralpe, cioè che “i francesi votano al primo turno con il cuore ma al secondo con il portafogli“, in questo caso non si applichi proprio.

Alla fine dello spoglio, in entrambi i turni di queste elezioni, la prima cosa che ho pensato è stata: ” ad entrare nella testa delle gente proprio non ce la si fa..”. E in effetti è proprio così.

5 Risposte

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  1. Luca Fornasari said, on 21 maggio 2012 at 21:14

    E io però me l’ero immaginato già da dopo il primo turno, che poteva scapparci la vittoria di Pizzarotti, e di sicuro non lo dicevo per militanza! Giusto venerdì sera commentavo con la Silvia Panizzi che forse avrebbe potuto non solo vincere, ma stravincere, e difatti… Ci sono diversi fattori, credo, che si sono sommati: essendo passati al primo turno, la gente ha cominciato a pensare al movimento 5 stelle non più come un partito minore ma come una scelta altrettanto concreta degli altri maggiori partiti, e ha cominciato a considerarli sul serio; in questo senso forse parte di chi aveva votato PD può essersi spostata su 5 stelle avendo visto che era una strada percorribile (o semplicemente come gesto di stizza verso Bernazzoli che è tutt’altro che ben visto da molti); aggiungici che gli elettori di destra probabilmente hanno votato Pizzarotti per non votare Bernazzoli… Insomma secondo me le premesse per aspettarselo c’erano!

  2. Ronin said, on 21 maggio 2012 at 22:49

    Sì, capisco il ragionamento: anche persone che al primo turno hanno votato Bernazzoli in vista di un probabile ballottaggio con Ubaldi, nel momento in cui è arrivato secondo Pizzarotti hanno preferito il nuovo all’apparato (e molti magari sono elettori PD da sempre). Idem per chi non è andato a votare al primo turno perchè disilluso ma vedendo il M5S al ballottaggio ha deciso di votare nella speranza di un cambiamento radicale (e posso confermare questa ipotesi visto che al mio seggio ho visto un bel po’ di schede che avevano l’ultimo timbro di… 4-5 anni fa!). E c’è poi tutto il voto di astio nei confronti di Bernazzoli degli elettori di centro e centrodestra, come dici tu.

    Però non pensavo comunque che sarebbe stato sufficiente per un recupero di simile portata..

  3. Ronin said, on 22 maggio 2012 at 13:51

    Qui trovate lo studio dell’Istituto Cattaneo sui flussi elettorali, ci sono molte cose interessanti: Pizzarotti ha preso praticamente tutti i voti di chi al primo turno aveva votato altri candidati rispetto a Bernazzoli-Pizzarotti (soprattutto Roberti, Ghiretti e Ubaldi), mentre Bernazzoli ha sostanzialmente tenuto sul proprio elettorato ma non ha convinto nessuno in più a votarlo al secondo turno.

    http://www.cattaneo.org/pubblicazioni/analisi/pdf/Analisi%20Istituto%20Cattaneo%20-%20Voto%20comunale%202012%20-%20Flussi%20elettorali%20a%20Parma%20tra%20I%20e%20II%20turno%20(21%20maggio%202012).pdf

  4. Alessandro Giroldini said, on 22 maggio 2012 at 14:28

    a parte il punto 5 su cui concordo abbastanza, ma non posso dirmi troppo contento della possibile “discesa in campo” di Montezemolo. e di quelli a seguire che sono più generici.
    sui primi punto non mi trovo per nulla d’accordo.
    giusto due cose al volo. intanto in Inghilterra in 200anni i partiti sono cambiati. e in modo epocale, son rimasti in gran parte i contenitori, i nomi i simboli ecc… ma la classa dirigente, le persone l’elettorato sono cambiati. in Italia i partiti cambiano nome ma rappresentano sempre gli stessi interessi, sono le stesse persone! ed è questo il problema il ricambio è apparente. la gente che voleva il ricambio spessissimo ha votato inconsapevolmente chi il ricambio non era!! e poi da questo e altro discende la mia convinzione che va contro la prima frase del tuo post: gli elettori sono in gran parte coglioni, idioti e chi più ne ha più ne metta. ma non perchè non votano chi piace a me, ma perchè han sempre dimostrato di votare chi in realtà non faceva il loro interesse. non tutti ovviamente, ma in italia la maggior parte! sennò avremmo una classe dirigente migliore!
    quando dici che un paese se sta in mano ad un solo lato per 50 anni va sul baratro è una cagata, che la storia conferma, dipende non è iuna variabile valida il tempo, se un lato politico o un partito resta al potere per 50 anni ma si rinnova ed è capace di rispondere alle domande della popolazione può rimanere anche in eterno! 2 brevi esempi, Italia dal dopo guerra a mani pulitie, governata praticamente dalla DC (semplificando) –> corruzione, debiti, collusioni mafiose, stato ineffiociente ecc…. Svezia (che conosci meglio di me) governata per lunghi decenni dai socialisti/socialdemocratici (non ricordo esattamente il nome, ma cmq la sinistra del paese) risultato: –> stato efficiente, funzionate, servizi di ottimo livello welfare state dei più avanzati al mondo. non dico che siano stati perfetti ma non c’è paragone con l’Italia!
    sicuramente la DC non era liberale, ma era di Destra era conservatrice in gran parte.

    altra cosuccia, quando parli della forbice del 20% e dell’ineluttabilità della vittoria Pizzarotti che è stata imprevista. non mi trovo d’accordo perchè penso che anche qui il problema risieda negli elettori che come sempre si dimostrano deficienti, a non tanto perchè non sono andati a votare, ma per 2 ragioni:
    1) un parte, non tutta ma una parte significativa degli elettori di Pizzarotti al secondo turno è gente che non è in accordo con la visione proposta dal 5stelle, per nulla, tendenzialmente gente di destra che di certo non simpatizza la decrescita, e magari non sa nemmeno cos’è. ma l’ha votato per altre ragioni.
    2) gli elettori di sinistra invece, che sono quelli che più mi fanno incazzare(ma non per cosa votano, io son liberale da sto punto di vista, son contento che la gente voti diverso da me!) hanno in gran parte criticato la figura di Bernazzoli, per secondo me vallide ragioni, ma cmq sono persone in sintonia con il programma o cmq che abitualmente votano a sinistra, questa gente, che abbia o meno votato Bernazzoli al secondo turno mi fa incazzare perchè in gran parte non si è presa la briga di spendere 2 euro votare alle primarie. perchè dire che l’offerta politica non piace è oramai diventata una scusa, le primarie vedevano candidati molto diversi, con posizioni molto diverse, basti pensare al candidato Rossi che aveva posizioni molto simili sui temi caldi a quelle dei 5stelle! ecco io non tollero chi dice Bernazzoli faceva schifo come candidato ed era imposto dal partito! mi infastidiscono i 5stelle che dicono di essere le uniche facce nuove, con idee nuove ed ambientaliste. Se alle primarie 1005 persone in più si fossero prese la briga di andare a votare per esempio Dall’Olio (che è faccia nuova ed ambientalista e di certo non politicante sgradito!) secondo me l’esito sarebbe stato totalmente diverso!
    e non è tanto questione di se e ma, solo che non si può invocare la democrazia diretta a proclami, e sputarci sopra quando se ne ha l’occasione. e i 5stelle hanno torto marcio quando fanno di tutte le erbe un fascio. a destra le primarie non le hanno fatte.
    quindi gente vi meritate quel che seminate. Berlusconi non era un alieno dittatore, è sempre stato votato, e di certo non ha mai fatto gli interessi della maggioranza degli italiani. quindi sì io penso che la maggior parte dei miei concittadini siano cretini.e non che io sia migliore, semplicemente mi sento più fortunato e posso dirlo perchè oramai di te l’avevo detto ne ho collezionati una serie notevole.

    scusa sen andato suori tema
    ecco qualcuno dei motivi per cui non sono d’accordo 😀


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