Thin(k) Freedom

10 cose buone

Posted in Dategli brioches by Ronin on 26 maggio 2012

L’estratto dal nuovo libro di Pippo Civati mi ha messo di buonumore. Il libro è in vendita nelle librerie dal primo giugno ed è già disponibile come e-book a un prezzo stracciato (ragione in più per comprarlo).

Mi ha messo di buonumore, dicevo, perché intravedo un bel modo di fare politica, un modo pulito e appassionato, con una visione del futuro ma abbastanza pragmatico da capire quali sono i mezzi migliori per raggiungere gli obiettivi.

Civati è un giovane del PD, consigliere regionale della Lombardia, che incarna al meglio queste caratteristiche e che il partito farebbe bene ad ascoltare attentamente. L’unico modo che ha il PD per diventare davvero un punto di riferimento per gli elettori di centrosinistra è di lasciare spazio a questa generazione di 30-40enni, già impegnata sul territorio spesso con ruoli importanti, così da mettere in atto quel rinnovamento per ora sbandierato solo a parole. E non c’è solo Civati, parlo di Serracchiani, Scalfarotto, Sarubbi, Zingaretti, Renzi e tanti altri.

L’estratto di cui parlo è stato pubblicato sul Post e racchiude un po’ di proposte su tassazione, spesa pubblica, credito, privatizzazioni e giustizia.

Non sono d’accordo con tutto, sia chiaro: alcune idee mi sembrano ottime, altre un po’ ingenue, un paio proprio sbagliate. Però sono comunque dei buoni spunti, scevri da superficiali questioni di principio e ideologie sepolte, e aperte invece ad una visione del futuro del paese. Insomma, quello che dovrebbe uscire da un partito di centrosinistra coraggioso e non arroccato su una tradizione passata e mitizzata.

Ecco, pur nella mia ambiguità politica da liberale, che attualmente mi impedisce di sentirmi parte di uno schieramento specifico, credo che un PD di questo tipo potrebbe diventare davvero quella forza riformista (nonostante l’abuso del termine) utile al paese. Magari in un contrapposizione ad un centrodestra autenticamente liberista e moderato, così da recuperare quella dialettica costruttiva che permette agli Stati moderni di cambiare insieme al mondo che li circonda, invece di farsi fagocitare da esso.

Ecco, un PD così credo che si meriterebbe il mio voto.

p.s. Ovviamente mi riservo un commento più ampio una volta letto il libro per intero.

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