Thin(k) Freedom

Generatore automatico di cazzate giornalistiche

Posted in Dategli brioches by Ronin on 28 maggio 2012

Praticamente tutti i giornali ieri titolavano a caratteri cubitali le sconvolgenti parole del ministro Giarda riguardo ai tagli della spesa pubblica. Secondo i quotidiani, il ministro e il commissario straordinario Bondi stavano pensando a 100 miliardi di tagli nel breve periodo, che sarebbero potuti salire a 300 nel medio.

La perplessità era d’obbligo, visto che meno di un mese fa sembrava già un’impresa eroica tagliare una cifra di circa 5 miliardi (per inciso, meno dell’1% della spesa).

In realtà l’arcano è evidente a chiunque abbia un minimo di raziocinio: Giarda non ha mai detto che avrebbe tagliato 100 miliardi di spesa, ma che avrebbe operato tagli su 100 miliardi. Il che vuol dire che la spesa sotto osservazione è di 100 miliardi, ma che poi di questi 100 magari se ne tagliano 1, 5 o 10.

E infatti già stamattina alcuni giornali avevano modificato i titoli, ad esempio il Corriere che scambia discretamente le paroline “di” e “su”. Mentre il Fatto preferisce rimanere nel proprio grossolano errore.

Ora, non è che voglia fare le pulci sull’uso delle preposizioni, ma mi chiedo come sia possibile che dei giornalisti non si rendano conto dell’assurdità di scrivere “la spesa verrà tagliata di 100 miliardi nel breve periodo e di 300 nel medio”, quando la spesa corrente primaria è di circa 650 miliardi (fonte: NfA). Davvero qualcuno pensa che si possa tagliare la spesa pubblica di quasi il 50%? Nemmeno se andasse al governo il Libertarian Party si potrebbe operare un simile mastodontico smantellamento dello Stato (e a questi livelli non è auspicabile nemmeno per un liberale!). E pretendere dai giornalisti che abbiano almeno una vaga idea non dei numeri, ma almeno del loro ordine di grandezza, mi sembra il minimo.

Rimangono quindi due dubbi:

1. Che i giornalisti abbiano scritto la cosa giusta e che l’errore sia dei titolisti. Plausibile, perlomeno perché si presume che i giornalisti abbiano visto /ascoltato/letto l’intervista di Giarda, e che quindi abbiano informazioni di prima mano difficilmente mal interpretabili, a meno di non essere in malafede o in presenza di un’ambiguità del governo (vedi punto due).

2. Che Giarda sia stato volutamente ambiguo come mossa mediatica per far risaltare un’incisività nei tagli che in realtà tutti temono (anzi, sanno) che non ci sarà mai.

E devo dire che preferisco sperare nella superficialità dei giornalisti piuttosto che nell’opportunismo politicante del Governo.

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