Thin(k) Freedom

Leader dietro le quinte

Posted in Dategli brioches by Ronin on 13 settembre 2012

Oggi Matteo Renzi ha lanciato la sua campagna per la leadership.

Chi mi conosce sa quanto apprezzi il sindaco fiorentino, che attualmente è l’unico lumicino che potrebbe spingermi a votare il PD alle prossime elezioni. Non voglio dilungarmi sull’opportunità della candidatura di Renzi, sulle sue idee o sulle magagne di partito (ma non temete, lo farò di certo).

Ci sono tante cose su cui discutere nel merito, ma ce n’è solo una che, come si suol dire, mi fa venire il latte al…le ginocchia: le accuse di personalismo/egocentrismo/narcisismo.

Voglio dire, c’è davvero qualcuno convinto che si possa diventare capi di governo senza avere quelle caratteristiche?

E attenzione, non bisogna confondere due cose, cioè l’arroganza del potere autoreferenziale e l’ego ben coltivato e consapevole dei leader. La prima caratteristica è propria dei piccoli uomini che proiettano un’ombra più grande di sé, quelli che nella timeline della Storia vedono il proprio prestigio calare (o crollare) progressivamente. Direi che il nostro ex premier ne è un lampante esempio.

La seconda è un qualcosa che appartiene, e deve appartenere, agli uomini che vogliono essere guida di qualcuno, che sia un’azienda o un paese. E’ un carisma meno volgare ma ben appariscente, una consapevolezza delle proprie capacità unita ad un ego inevitabile per qualcuno che deve essere in grado di gestire un discorso di fronte a decine di migliaia di persone, e avere la costante pressione di decisioni che ne impattano milioni. E soprattutto, qualcuno in grado di convincere quei milioni di essere la persona giusta per governare il paese.

Chiunque pensi che un primo ministro possa non avere queste caratteristiche, perdonatemi, è un ingenuo.

Poche persone che hanno lasciato un segno erano umili insicuri. Persone umane, certo, forse anche piene di dubbi, ma in grado di prendere decisioni scomode, avere la costanza di un progetto ed essere all’altezza del giudizio dell’opinione pubblica.

Gli esempi sono quasi scontati: Churchill, De Gasperi, De Gaulle, la Tatcher (che si può odiare ma leader lo era decisamente).  E fra i contemporanei inevitabilmente Obama.

E sia chiaro, lungi da me dire che Renzi si avvicini a qualcosa di simile. Ha 37 anni ed è (forse) una promessa, ma gli mancano anni luce per poter essere ammantato di parole riservate a grandi uomini. Però è giusto che ci provi. E che provandoci faccia di tutto per riuscirci (al contrario dei notabili di partito che amano perdere, e infatti non incidono di una virgola la realtà).

Quindi sì, anche un po’ di sano marketing, comunicazione d’impatto, slogan, messaggi brevi e efficaci, immagine pulita, ecc. Per deformazione accademica/professionale sono molto critico verso chi non ha contenuti, non cita dati a supporto delle proprie tesi, e non si “sporca le mani” con la realtà. Un programma realistico e coraggioso, documentato e con tanto di cifre, è fondamentale per convincermi a votare qualcuno. Ma le due cose non sono in antitesi. Dirò di più, l’una senza l’altra è destinata al fallimento.

E’ per questo che prendersela con il protagonismo, magari per il ricordo di Berlusconi, è sbagliato e controproducente. Mai come ora c’è stato bisogno di leader che sappiano coniugare carisma, onestà e visione.

Perché la popolazione è il motore dei grandi cambiamenti, il substrato senza il quale qualunque tentativo di riforma è del tutto inutile. Ma senza persone in grado di incanalarne le energie non si costruisce niente e tutto rimane in un gattopardesco immobilismo. Non si riforma un paese a colpi di referendum e blog (purtroppo). Ci vuole qualcuno in grado di fare delle leggi sensate nel mezzo dei veti incrociati della politica e della società, fra paure di cambiamento e di rottura di antichi equilibri (illusori). Far stare meglio tutti avendo contro i privilegi dei qualcuno.

Un’impresa impossibile, in pratica.

Da grandi uomini.

Quindi, intanto, un in bocca al lupo a Matteo.

p.s. Che poi la parola leader deriva da “to lead”, cioè guidare, condurre. Voi avete mai guidato una macchina dai sedili dietro?

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