Thin(k) Freedom

La vita è fatta a scale

Posted in Cose di Ca' Ska by Ronin on 29 giugno 2014

Precisione

… c’è chi scende e c’è chi sale. Noi avevamo bisogno di entrambe le cose, per unire i due piani della casa originariamente separati.

Come ho già avuto modo di spiegare, in passato l’unica parte di casa deputata ad abitazione era il primo piano, dove erano concentrate camere da letto, simil salotto-stanza comune con camino e annessa cucina. Il bagno (o, per meglio dire, latrina) era direttamente fuori. Il piano inferiore ospitava le vacche dove ora c’è la sala da pranzo (e i resti di mangiatoia rinvenuti ce lo hanno confermato) e i maiali nell’attuale cucina (mentre in un’altra precaria costruzione in mattoni forati, all’esterno, dimoravano le galline). Al piano superiore si entrava con una porta e al piano inferiore con un’altra, senza collegamenti fra i due spazi.

Noi abbiamo deciso di unirli il primo giorno che siamo entrati in casa, come logico. Il fatto di dover completamente rifare il pavimento del piano alto ci ha semplificato le cose, perché così abbiamo potuto lasciare aperto da subito un foro largo poco meno di un metro e lungo due, che sapevamo sarebbe stato il vano scala in futuro.

Ci abbiamo messo cinque anni per deciderci a costruirla, principalmente perché prima c’erano da fare altre cose, e poi perché era preferibile tenere separati i due spazi fintanto che i lavori erano in alto mare e concentrati solo sul primo piano (basta pensare che quando il piano superiore era praticamente finito a quello di sotto mancavano ancora finestre e pavimenti.

Costruire una scala non è roba da tutti i giorni, e richiede una consapevolezza e un’attenzione al dettaglio non da tutti. Per questo motivo inizialmente avevamo pensato di comprarla già pronta in un negozio di bricolage, dove se ne trovano di qualitativamente ben fatte a 300€ circa. Ma ovviamente non poteva essere così semplice, perché le scale standard che vendono nei negozi non si adattano minimamente agli spazi vincolati di casa nostra e sarebbero state tutte troppo lunghe. Il motivo è che in una casa antica la “rete” di travi e travetti di legno abbassa l’altezza effettiva dei soffitti, che diventano un intralcio per la salita/discesa dalle scale. Nel nostro particolare caso, la stanza di 6×4 metri è sostenuta da due travi portanti che la dividono in tre fette da 2×4. Non potendo ovviamente intervenire sul trave portante, eravamo vincolati a un foro lungo non più di due metri. Ma visto che l’altezza da pavimento e pavimento è di 2,60 metri, e che i detti travi abbassano considerevolmente l’altezza del soffitto (di quasi mezzo metro), il rischio di doversi abbassare ad ogni passaggio sotto il trave era concreto: visto che un angolo di 45° comporta, per definizione, una progressione orizzontale uguale alla progressione verticale, si capisce già che, anche allungando il più possibile lo sviluppo in entrambi i piani, non si poteva di certo costruire una scala “canonica”, che normalmente ha una pendenza compresa fra i 20 e i 40°. Insomma, nei nostri spazi ristretti il rompicapo principale era fare in modo che un individuo di media altezza non si fracassasse la testa ad ogni passaggio da un piano all’altro.

IMGP0014

Per risolvere il problema abbiamo preso il mio fratellino architetto e, dopo averlo legato alla sedia e aver avviato AutoCAD, ci siamo fatti fare un progetto come si deve. Inutile dire che i “canoni” ex lege per la costruzione di una scala, con i rapporti corretti fra alzata e pedata, ci avrebbero portato ad una scala eccessivamente lunga e scomoda per il problema di altezza appena spiegato. Con accorgimenti mirati e alcuni compromessi, siamo riusciti a tirare fuori qualcosa di utilizzabile con una pendenza di 50° esatti (formalmente eccessiva, in realtà non così rara in case di montagna o rifugi). Ciò che probabilmente ci ha salvato è stata l’intuizione di superare il trave portante, utilizzando esso stesso come un gradino, invece di arrivarci contro. Per far questo abbiamo mangiato una fetta di 20 centimetri di pavimento e massetto, arretrando rispetto al trave per lasciare spazio a un gradino.

AutoCAD

Progetto

Dopo aver blindato il progetto ci siamo rivolti a un grossista di legname, dal quale si può spendere sensibilmente di meno rispetto ai negozi di hobbistica “retail”.

La scala in sé è stata costruita interamente con 5 assi di legno d’abete lunghe 4 metri, larghe 25 cm e spesse 3,5 cm. Con le prime due assi è stata ricavata la struttura portante laterale, e con le altre tre i 10 gradini necessari a salire i 2,60 metri circa che separano un piano dall’altro. A queste assi vanno aggiunti 3 listelli quadrati da 4 cm di lato, lunghi 4 metri, che tagliati a pezzi da 25 cm sono diventati i sostegni dei gradini, e un certo numero di viti. Nel complesso, il materiale ci è costato poco più di 100€.

IMG_20140118_100937

La struttura della scala è estremamente essenziale, con l’alzata aperta, essenzialmente per evitare di complicarci la vita ma anche per far passare più luce e aumentare la luminosità della stanza. Abbiamo tentennato fino all’ultimo sulla tecnica per fissare i gradini: utilizzare dei cavicchi, o comunque una tecnica che non fosse visibile dall’esterno, era troppo complesso e non ci lasciava tranquilli sulla solidità, visto che la scala è piuttosto larga (90 cm) e avevamo paura che i gradini potessero flettere.

Dopo aver misurato in loco la pendenza adeguata, la difficoltà principale è stata sagomare l’estremità superiore delle assi per fare in modo che appoggiassero perfettamente sul trave portante, mantenendo un’attenzione maniacale a non accorciarle troppo o troppo poco. Per questa fase il progetto millimetrico con AutoCAD è stato fondamentale. In sostanza, la struttura della scala appoggia in alto sul trave portante e si stabilizza in basso grazie a due “zoccoli” ricavati dall’asse che vanno a infilarsi in due buchi nel pavimento (creati ad hoc e poi ricementati e coperti dalle mattonelle di cotto). Le due assi sono ulteriormente stabilizzate, in due modi differenti: quella appoggiata alla parete è fissata ad essa con tre tasselli, mentre quella interna è fissata con un solo tassello al travetto in alto (una precauzione quasi superflua, visto che una volta completata sarebbe stato sufficiente il fissaggio al muro).

IMG_20140118_134511

IMGP0003 (2)

IMGP0029

IMGP0020

IMGP0004 (2)

IMGP0051

IMGP0054

IMGP0024

Dopo la costruzione della struttura, si è trattato, con pazienza e precisione, di misurare le distanze fra i listelli-gradini, che devono essere molto precise per non rischiare di inciampare durante la camminata: è infatti esperienza comune che il corpo umano “registra” i movimenti ripetuti e per questa ragione basta mezzo centimetro di differenza nell’altezza di un’alzata rispetto alle altre per perdere la misura e inciampare. Oltre a questo, altro aspetto fondamentale è la messa in bolla dei listelli, che deve essere perfetta: è necessario utilizzare dei morsetti per bloccare i pezzi ed essere sicuri di non avvitarli storti.

A costo di ripetermi, credo sia importante far capire, nel caso qualcuno sia intenzionato a provare a costruire una scala, che è tutta questione di avere un buon progetto ed essere tanto (TANTO) precisi. Visto che i tagli vengono fatti da una macchina (impensabile utilizzare strumenti a mano libera come seghetti alternativi), non è necessario avere una grande manualità, come può essere necessaria per fare un muretto o un intonaco a regola d’arte. Fondamentale, per un lavoro di falegnameria di questo tipo, è invece possedere l’occhio necessario, e l’esperienza, per avere sempre in testa i dettagli del progetto e per capire ex ante i possibili errori e le difficoltà, per anticiparne la risoluzione e non trovarsi a montare i gradini rendendosi magari conto, alla fine, di aver scazzato la misura dell’ultima alzata, rovinando tutta la costruzione. In tutta onestà, avremmo probabilmente fatto un ben più gramo lavoro se non avessimo avuto la consulenza del fratello architetto-restauratore..

Quindi, una volta tagliati i listelli e forati con il trapano a colonna, li abbiamo avvitati alle assi laterali, stando attenti a posizionarli perfettamente in bolla.In aggiunta alle viti abbiamo anche utilizzato della colla da legno, per evitare che il peso sforzasse solo in prossimità delle viti e si distribuisse invece lungo tutta la lunghezza del listello.

Siamo riusciti a ricavare un’alzata di 22,5 cm, un po’ più alta della media (quasi sempre fra i 15 e i 20 cm) ma ancora in un range accettabile. For your interest, la formula giusta (Wikipedia mi aiuta informandomi che si tratta della Formula di Blondel) dovrebbe essere 2a+p=62-64, dove a è l’alzata e p la pedata. Questo significa che la nostra scala, con alzata 22,5 e pedata 25, supera i canoni di circa il 10%, e infatti i gradini sono leggermente alti, anche se non al punto da risultare veramente scomodi. Purtroppo non avevamo altro modo per far quadrare il cerchio, perché una pedata più lunga (in genere dovrebbe essere sui 30 cm), sicuramente più agevole per la camminata, avrebbe allungato troppo la scala, con i conseguenti problemi spiegati più sopra. Stessa cosa con l’abbassamento dell’alzata, che avrebbe aumentato il numero di gradini necessari a superare il dislivello. In sostanza, il rapporto utilizzato è stato il frutto di diverse simulazioni con gli spazi contingentati in cui siamo inseriti, e si è rivelato essere il compromesso migliore.

IMGP0077

IMGP0039

IMGP0036

IMGP0058

IMG_20140208_141238

IMGP0082

Una volta montati i listelli il gioco è praticamente fatto, visto che si è trattato banalmente di avvitare ai listelli i gradini, precedentemente tagliati della misura giusta. Per nascondere la testa delle viti abbiamo avvitato da sotto, invece che da sopra.

Per il gradino finale, posizionato appena sopra al trave portante, abbiamo dovuto ricavare uno scasso, visto che un travetto si metteva fra i piedi.. e ovviamente non potevamo toglierlo!

IMGP0065

IMGP0086

IMGP0092

IMGP0094

Infine, due mani di impregnante (del nostro ormai apprezzatissimo color teak) e una di protettivo trasparente, hanno dato un aspetto molto più elegante a tutta la struttura.

IMGP0099

IMGP0098

Attualmente non sono ancora stati realizzati i corrimani: per semplicità abbiamo pensato di limitarlo al lato del muro, più semplice da realizzare con una grossa corda di canapa (idea 1) oppure con un bastone di legno (idea 2) o una barra in ferro battuto (idea 3). Dal lato aperto per ora non intendiamo mettere niente, confidando che scendere lato muro sia sufficiente a non uccidere nessuno. In prospettiva, si potrebbe chiudere anche quel lato, sempre con corde o con eleganti sbarre di ferro che uniscono ogni gradino al travetto soprastante.

Senza falsa modestia, devo dire che siamo molto soddisfatti del risultato, frutto di una progettazione minuziosa, delle giuste consulenze e di un lavoro eseguito con grande attenzione (anche per il timore quasi reverenziale verso quello che stavamo provando a fare). Dirò di più: una buona percentuale delle difficoltà è derivato dalle caratteristiche e dalle imprecisioni della casa, dai suoi travi storti e dalle altezze diverse da un punto all’altro. Probabilmente in una casa più “canonica”, e con i giusti spazi che permettano di utilizzare le proporzioni corrette, il lavoro sarebbe ancora più semplice e veloce. Resta comunque il fatto che un minimo di know-how e di attrezzi di falegnameria sono imprescindibili, per evitare di buttare via giorni di lavoro oppure, peggio, realizzare qualcosa di poco sicuro. Il costo veramente irrisorio (100-150 euro in tutto) completa il gusto di averla realizzata da soli.

E mi duole dire che la scala a pioli, utilizzata da cinque anni per passare da un piano all’altro, non è stata molto rimpianta..

IMG_20140316_094959

IMGP0114

IMGP0109

IMGP0110

IMGP0111

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. chepa13 said, on 30 giugno 2014 at 12:52

    Regge! Posso testimoniare la solidità della struttura… Non che io sia grasso, intendiamoci…


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: