Thin(k) Freedom

Hell’s Kitchen

Posted in Cose di Ca' Ska by Ronin on 2 febbraio 2015

Cucina prima-dopo

Tranquilli, non ci siamo dimenticati della casa né del nostro dovere di reporting, questi mesi di pausa erano per far crescere la suspense. In questo post vi racconterò di come abbiamo preso una stanza vuota con quattro mura e l’abbiamo trasformata in una cucina (apparentemente) funzionante. Potete già capire che non sarà breve..

La prima cosa, cioè l’intonacatura dei muri, è stata una delle più complesse, anche se può sembrare strano: infatti, mentre per le due pareti laterali abbiamo utilizzato la stessa tecnica del resto della casa (cioè un intonaco leggero che segue le irregolarità delle pietre), quella sul fondo doveva essere intonacata in squadro, per poter essere piastrellata. Anche in bagno avevamo dovuto fare una cosa simile, ma in quel caso avevamo fallito miseramente dopo giorni di tentativi e avevamo finito per farci aiutare da un muratore.

Questa volta abbiamo voluto provarci con maggior metodo (quello che era mancato nell’altro caso) e chiedendo consiglio al muratore. La soluzione era apparentemente banale: invece di cercare di intonacare in bolla man mano che si procede, cioè allineando ogni nuovo pezzo di intonaco con quello appena steso, è molto meglio crearsi alcune colonne di intonaco di “guida”, distanziate circa un metro-un metro e mezzo l’una dall’altra e messe preliminarmente in bolla fra loro. Una volta che questi riferimenti sono asciutti, è molto più facile stendere la porzione di intonaco compresa fra di essi arrivando a livello, utilizzando una barra di alluminio eliminare gli eccessi di malta.

Come sempre, le immagini spiegano più di mille parole:

Intonaco 1

Intonaco 3Intonaco 2

Intonaco 4

Dopo molti quintali di sabbia e calce, siamo riusciti a stendere un intonaco quasi perfetto su tutta la parete. L’esperienza ci è servita anche per capire quanto sarebbe stato infinitamente lungo cercare di fare un intonaco dritto in tutto il resto della casa, almeno con il nostro livello di manualità. Senza contare il costo che questo avrebbe comportato, vista la mole di malta che abbiamo riversato sulla parete a causa dell’irregolarità delle pietre.

Dopo aver steso uno strato di grassello per lisciare ulteriormente l’intonaco, eravamo pronti a buttarci sul “cuore” della cucina, cioè i muretti in mattoni a vista.

IMGP0001

Vi risparmierò i mille ragionamenti che abbiamo fatto per decidere come strutturare la cucina: basti sapere che l’obiettivo era avere un piano di lavoro sufficientemente spazioso (per le rustiche pietanze che, si spera, un giorno prepareremo) senza però rubare troppo spazio alla stanza, che nei nostri piani dovrà accogliere un tavolo da pranzo per 4-6 persone. Fortunatamente, sfruttando completamente la parete sul fondo della stanza e aggiungendovi una “elle” sotto alla finestra piccola, le dimensioni della cucina diventavano per noi soddisfacenti.

Abbiamo scelto di costruire la struttura portante con muretti di mattoni a vista dopo aver visto alcune cucine simili in altre case di montagna, trovandola una soluzione esteticamente riuscita e non troppo complicata da realizzare. Pur consapevoli che questo avrebbe potuto comportare difficoltà di adattamento ex-post (una struttura Ikea è più facile da spostare di 10 centimetri rispetto a un muretto in mattoni!), nonché maggiori difficoltà di realizzare/adattare le varie cassettiere, abbiamo deciso di imbarcarci in questa cosa.

Prima di iniziare il vero e proprio lavoro di muratura abbiamo dovuto misurare nel dettaglio tutti gli spazi della futura cucina, prendendo le misure degli elettrodomestici che intendevamo utilizzare (frigo, forno e lavastoviglie, recuperati da parenti che li cambiavano), del lavello e dei cassetti che saremmo andati a comprare. È quasi banale dirlo, ma è stato necessario essere molto precisi visto che non potevamo fare modifiche una volta realizzate le parti in muratura. La scelta più efficace ci è sembrata quella di relegare il frigorifero nell’angolo sinistro della stanza, di modo da lasciare un bancone quasi continuo (interrotto solo dai fornelli) fino al lavello, per poi girare “a elle” con un altri quasi due metri di bancone senza interruzioni. Anche in questo caso, il bozzetto preparatorio può spiegare meglio (anche se alla fine il lavello è finito un po’ più a sinistra di quanto si vede, così come i fornelli).

SAMSUNG

Spese edili

Di per sé, la costruzione dei muretti non è particolarmente difficile: per noi abituati a lavorare con le pietre, i mattoni perfettamente regolari velocizzano enormemente il lavoro. La difficoltà sta tutta nel riuscire a non procedere storti man mano che si sale: visivamente sembra sempre che la fila sopra sia posizionata correttamente rispetto a quella sotto, mentre magari senza accorgersene ci si sta spostando di pochi millimetri ogni fila, così da arrivare alla fine, dopo 10-11 file, con una curvatura visibile a occhio nudo. Appurato che il nostro occhio non era abbastanza fine per riuscire nell’impresa senza aiuti esterni, e ritenendo il classico filo a piombo troppo poco creativo, abbiamo rivalorizzato un pezzo di legno di scarto come guida per andare dritti, fissandolo in qualche modo alla parete dopo averlo messo in bolla. Ha funzionato relativamente bene, perlomeno per il livello di precisione che ritenevamo accettabile.

Dopo aver costruito i 7 muretti totali e averli puliti dai residui di cemento, la struttura era pronta.

Muretti 1

Muretti 2

Muretti 3

Muretti 4

Muretti 5

Prima di buttarci sulla cucina vera e propria dovevamo però finire i lavori sulla parete di fondo, visto che sarebbe stato molto disagevole procrastinarli a un momento successivo: la prospettiva di dover piastrellare e stuccare con una cucina immacolata sotto ci ha velocemente convinto della necessità di chiudere tutto prima di iniziare con lavelli e banconi.

Le piastrelle sono le stesse utilizzate per il bagno, solo posizionate a rombo invece che a quadrato per minore monotonia. Sono molto semplici e sobrie, ma a nostro avviso si sposano bene con i toni caldi del legno e del cotto presenti tutt’intorno. Per questo lavoro, nonostante la basilare esperienza acquisita lavorando con il muratore in bagno, abbiamo deciso di nuovo di farci aiutare, per evitare di rovinare tutto con delle piastrelle storte. Forse abbiamo un timore reverenziale eccessivo in merito alla piastrellatura, ma non ci siamo mai attentati a farlo da soli. Avremo occasione di esercitarci con le nostre mani quando andremo a lavorare alla depandance (un giorno..).

Piastrelle

Per le tecniche di stuccatura vi rimando al post dedicato, aggiungendo solo che, tornando temporaneamente a occuparci di questo lavoro certosino, ci è venuto lo sconforto pensando a tutte le pareti che dobbiamo ancora stuccare al piano di sotto (e che infatti stiamo procrastinando indefinitamente).

Stuccature 1

Stuccature 2

Stucco

Per il lavello, pur avendone ereditato uno “moderno” in metallo, ci piaceva l’idea di mantenere lo stile contadino utilizzando quello originale della casa costruito in super-tradizionale marmiglia (cos’è la marmiglia?? Questa). Purtroppo il tempo e l’incuria lo avevano rovinato molto e si erano create alcune crepe che, sebbene al momento ancora non facessero passare acqua, rappresentavano un rischio per il futuro. Fortunatamente, siamo riusciti a trovare un simpatico vecchietto che ancora produce questo tipo di lavelli/vasche/fontane, con questa tecnica ormai abbastanza desueta ma molto caratteristica. E per poco più di 100€ ci siamo portati a casa il nostro nuovo lavello. Ce ne sarebbero stati anche di più eleganti, in marmo vero, ma, a parte il prezzo decisamente più alto, anche lo stile sarebbe stato secondo noi eccessivamente pretenzioso accostato al resto della casa.

Lavello 1

Lavello 2

Lavello 3

Lavello 4

Il lavello è stato fissato appoggiandolo su due muretti e chiudendolo ai lati con delle porzioni di mattoni (con funzione non portante ma puramente estetica). Poiché il lavello è di circa 10 centimetri meno profondo del bancone, abbiamo dovuto posare dietro una lunga tavella per riempire lo spazio vuoto, coprendola poi con delle mattonelle di cotto. Inizialmente avevamo anche pensato di utilizzare il legno, in continuità con il bancone, ma abbiamo valutato che si sarebbe rovinato troppo.

Lavello

Dopo aver montato il lavello, ci siamo annoiati a morte nella meticolosa finitura delle altezze dei muretti: infatti, poiché è difficile fare tutte le fughe fra i mattoni perfettamente identiche, una volta arrivati all’altezza finale (circa 60 cm) rimanevano delle differenze fra i vari muretti, non eccessivamente marcate (range compreso fra +2 e -2 cm, diciamo) ma abbastanza da richiedere di essere messe perfettamente in bolla per evitare di trovarsi un bancone storto. Il raddrizzamento è stato fatto con mattoni tagliati a metà per il lungo, pezzi di pianelle e cemento a volontà: un po’ di accozzaglia, ma solida (e comunque non visibile).

Finitura 1

Finitura 2

Arrivati a questo punto, la cosa che desideravamo più ardentemente era avere l’acqua in cucina. Con l’aiuto dell’idraulico abbiamo quindi collegato i due tubi dell’acqua, provenienti dall’impianto principale e precedentemente murati nel pavimento all’atto della posa del cotto, e il tubo di scarico del lavello, aggiungendovi anche la predisposizione per lo scarico della lavastoviglie. Il rubinetto, rigorosamente in ottone finto rustico made in Bricoman, è stato fissato a una mattonella di cotto dietro al lavello. E finalmente l’acqua è iniziata a scorrere anche in cucina, pronta per le nostre gole riarse di polvere.

Idraulico 1

Idraulico 2

Idraulico 3

In merito al mobilio, non abbiamo mai avuto grandi velleità di avere una cucina artigianale da 10mila euro, come potrete immaginare. Cassettiere e piano cucina Ikea, e passa la paura. Escludendo tutti i mobili più moderni (laccati, finta pietra, ecc.) e scegliendo i materiali più naturali e in sintonia con il resto della casa (in questo caso legno color rovere chiaro), l’effetto complessivo è piuttosto buono, anche se chiaramente non paragonabile a qualcosa di realmente fatto a mano (comunque, come già detto, fuori dal nostro budget).

Cassetti

L’unico problema, prevedibile in effetti, è stato l’adattamento dei cassetti alle piccole imperfezioni dei muretti, tutt’ora non risolto del tutto: la crisi maggiore è arrivata quando ci siamo accorti che il forno, inserito nel proprio mobiletto dedicato, non entrava più fra i due muretti. La sfiga è stata tuttavia proficua, perché in questo modo abbiamo realizzato che sarebbe stato molto meglio spostare il forno (con sopra i fornelli) vicino al frigo, e mettere la lavastoviglie di fianco al lavello, così da avere anche il piano da lavoro vicino all’acqua. Ora sembra ovvio, ma inizialmente pensavamo che i fornelli sarebbero stati scomodi spostati troppo a sinistra, mentre si è rivelata la soluzione migliore. Perché le cose non sembrassero troppo facili, ci siamo comunque dovuti dilettare a smerigliare diversi millimetri di muretto per farci entrare la lavastoviglie.

Smerigliatura

Non starò a dilungarmi troppo sull’impianto elettrico, perché la sublimazione estetica dei cavi a treccia con interruttori di ceramica, scelta di campo per l’illuminazione della casa, merita un post a parte. Basti sapere che, per la parte d’impianto prettamente legato al tema di questo post, abbiamo tirato tre canaline nella parte sinistra della cucina, per far arrivare la corrente a frigorifero, forno e lavastoviglie, e un’altra nella parte destra per mettere un paio di prese elettriche. Per far passare le canaline avevamo preventivamente lasciato un mezzo mattone vuoto di spazio sul fondo di ogni muretto. La scatola di derivazione di tutti questi cavi è stata posizionata sotto al lavello, dove alla fine sarà nascosta da una tendina.

Elettrico 1

Elettrico 2

Elettrico 3

Elettrico 4

A questo punto, con la fine ormai vicina, rimaneva solo da tagliare i due banconi e creare il buco quadrato in quello di sinistra per accogliere i fornelli. Abbiamo fatto i tagli con un normale seghetto alternativo, aiutandoci con il trapano per creare il primo invito nel foro dei fornelli. Per evitare di tassellare il bancone ai muretti (visto che le possibilità di doverlo spostare per intervenire su elettrodomestici e cassetti è tutt’altro che remota), abbiamo comprato un metro quadrato di quei fogli di gomma antiscivolo che si mettono sotto ai tappeti di casa per non farli scivolare, e li abbiamo posizionati sui muretti dopo averli tagliati a strisce: funzionano ottimamente e il bancone risulta molto stabile.

Bancone 4

Bancone 1

Bancone 2

Bancone 3

Visto che la domanda potrebbe sorgere spontanea, per alimentare i fornelli abbiamo scelto di utilizzare una bombola a gas propano da campeggio (di quelle da 10-15 kg). Ricorderete infatti che la casa non è allacciata alla rete del gas, e che per il riscaldamento abbiamo solo stufe a legna (mentre lo scaldabagno funziona a elettricità). La soluzione più efficiente sarebbe stata probabilmente quella di utilizzare una piastra di cottura a induzione, anche se a causa del maggiore costo (circa 400€ contro 0€ dei fornelli regalati) abbiamo optato per la soluzione più a portata di mano, non escludendo comunque in futuro di poter cambiare. La bombola è stata posizionata fuori dalla casa, inserendola in una pozzetto di cemento infilato nel terreno per mantenerla stabile. Più avanti costruiremo anche una piccola nicchia di legno, per evitare che mani indesiderate o animali ci vadano accanto. Il tubo del gas è stato fatto passare attraverso il muro in una canalina lasciata (previdentemente) vuota a fianco dei tubi di scarico della cucina.

Bombola

E questo è più o meno tutto. Spero di non essermi dimenticato niente, visto che dall’inizio alla fine dei lavori è passato circa un anno (nel mezzo abbiamo fatto anche altre cose, sia chiaro..).

Oggi, pur con qualche dettaglio da ultimare, la cucina appare così:

Cucina finita 1

Cucina finita 2

Cucina finita 3

Cucina finita 4

Cucina finita 5

Alla fine di tutto, credo che possiamo ritenerci soddisfatti del risultato, considerato quello che eravamo disposti a spendere: i mobili Ikea sono costati in tutto 450€ (compreso il bancone), il lavello 100€, le piastrelle 50€, a cui vanno aggiunte un paio di centinaia di euro di materiali edili (mattoni, cemento e sabbia), Fortunatamente gli elettrodomestici ci sono stati regalati, altrimenti il conto finale sarebbe cresciuto un bel po’.

Personalmente, con il senno di poi avrei forse rivalutato il ruolo dei muretti di mattoni: infatti, mentre come base per il lavello sono molto azzeccati, lo sono molto meno per la cucina vera e propria. Il problema è dato dall’inevitabile imprecisione dei muretti fatti a mano (e che mani..) che mal si sposa con dei mobili Ikea pensati per combaciare al millimetro con tutto quello che li circonda (e quindi poco adattabili). In effetti, se avessimo preso tutta la struttura della cucina da Ikea (con tanto di barre posteriori per unire fra loro i mobili, piedini regolabili, ecc) avremmo risparmiato moltissimo tempo e il tutto sarebbe risultato più preciso nell’insieme. Ad oggi ci sono ancora diverse parti che combaciano male (fortunatamente dalle foto si vedono poco..), e che appena possibile dovremo provare a mettere a posto. È però vero che senza i muretti – immaginatela come cucina Ikea “pura”, con i cassetti attaccati fra loro – l’impatto visivo sarebbe molto meno d’effetto.

In sintesi, speriamo che questa cucina duri a lungo e soprattutto speriamo di iniziare a sfruttarla presto. Peccato che nessuno dei “reduci” sia un gran cuoco, ma faremo del nostro meglio..

IMG_20140425_150808

[Intanto abbiamo iniziato a fare qualche mangiata, che male non fa.]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: