Thin(k) Freedom

Trivelle, ambiente e senso civico

Posted in Dategli brioches by Ronin on 21 aprile 2016

 

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Cerco di recuperare quanto nelle ultime settimane non sono riuscito a condividere riguardo al referendum, per l’oggettiva complessità della materia e per scarsità di tempo mia (che rendeva difficile affrontare con cognizione di causa tale complessità).

Ho evitato di lanciarmi in filippiche ecumeniche, anche e soprattutto per la mia conoscenza (per quanto laterale) del settore: qualunque cosa avessi scritto avrei potuto essere considerato a rischio di conflitto d’interesse e di appoggio interessato alle imprese energetiche. Mi sono morso la lingua, o meglio le dita, per settimane di dibattito di scarsissima qualità (a parte alcune eccezioni), ma non ho voluto influenzare nessuno nella propria scelta sapendo di non poter gestire un eventuale dibattito. Ma visto che da più parti mi è stato chiesto quale fosse la mia opinione in merito, e mi secca dare l’impressione di non averne una, provo a buttare fuori qualche considerazione inespressa sulle c.d. “trivelle”, più per esigenza personale che per reale interesse di convincere qualcuno (anche perché ormai è superfluo). Prima parliamo del merito del quesito, e poi di tutto quello di politico/strategico che è girato intorno al referendum.

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Self-evident

Posted in Dategli brioches by Ronin on 23 gennaio 2016

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La Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti inizia con alcune parole semplici e bellissime: “We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal, that they are endowed by their Creator with certain unalienable Rights, that among these are Life, Liberty and the pursuit of Happiness”.

Di solito ci si focalizza sulle espressioni più “alte” di questa frase, all men are created equal, unalienable rights, pursuit of happiness. Sono parole di grande forza che hanno costituito la base della visione del mondo liberale.

A me però piace molto un’altra parola: self-evident. Mi sono sempre chiesto perché l’hanno scelta. Potevano usare tante espressioni più ovvie. Invece self-evident è perfetta, perché rende perfettamente l’idea di qualcosa di innato, di qualcosa che non deve essere concesso, perché è già qui.

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Keep calm and vote for Europe

Posted in Dategli brioches by Ronin on 22 maggio 2014

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Quante persone, intervistate a caso per strada, saprebbero indicare il nome del leader del PSE? Anzi, quante di queste avrebbero idea di cos’è il PSE?

Tristemente, molto poche. E in larga parte non è neanche colpa loro.

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Per un pugno di euro

Posted in Dategli brioches by Ronin on 24 aprile 2014

Renzi e Padoan

Pare che gli 80€ in busta paga si vedranno davvero a maggio. La notizia è certamente positiva e dimostra se non altro la determinazione di Renzi a non finire nel vortice delle promesse non mantenute, terreno scivoloso per qualunque politico. Vero però è che le promesse andrebbero meditate meglio, pena il rischio di trasformarsi in boomerang. A valle dell’annuncio frettoloso a inizio marzo, ci è voluto poco a capire che il tema era complesso e che si era buttato il cuore oltre l’ostacolo senza analizzare bene coperture e platea dei beneficiari.

Un mese dopo il decreto è nero su bianco (anticipato dal Sole, a giorni sarà pubblicato in Gazzetta) e gli esperti possono permettersi analisi più puntuali. La migliore che ho letto è quella della mai abbastanza lodata (per l’eccelso lavoro di informazione economica) LaVoce.info. Il professor Zanardi (che ho potuto apprezzare come presidente del mio corso di laurea all’Università di Bologna) spiega, in modo forse un po’ tecnico ma comprensibile ai più, i dettagli della misura, evidenziandone pregi e difetti.

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Cose Pubbliche

Posted in Dategli brioches by Ronin on 25 febbraio 2014
La cravatta si sente osservata. Da tutto il Paese.

La cravatta si sente osservata. Da tutto il Paese.

La capacità dei quotidiani di racchiudere una giornata politica in poche battute regala esempi di grande giornalismo d’inchiesta:

– “Mac, agenda e caffè: Renzi multitasking, banco del governo come la scrivania dell’ufficio”
– “Sul tavolo ingombro si intravede la copertina del libro «L’arte di correre» di Haruki Murakami”
– “Matteo si distrae durante il dibattito, richiamato dalla Boldrini”
– “Il Premier e il senatore Di Maio (M5S) si scambiano i bigliettini: reminescenze scolastiche”
– “L’ex premier Letta entra in aula, abbraccia Bersani e ignora il “traditore” Renzi”
– “La bella deputata brasiliana interviene alla Camera con parole di ammirazione per Matteo”
– “La cravatta di Renzi si sposta di lato e interviene Delrio a sistemarla”

No, dico, la cravatta di Renzi si sposta di lato e interviene Delrio a sistemarla.
Cioè, è super interessante.

E siamo al secondo giorno di governo.

Si aprono praterie per i prossimi mesi.

Ma Grillo sogna cittadini elettrici?

Posted in Dategli brioches by Ronin on 20 febbraio 2014

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Stasera mi sono forzato a vedere lo streaming, anche se me ne fregava poco perché era chiaro cosa avrei visto.
Renzi, pur con tutti i punti di malus meritati con questa crisi raffazzonata, ha dimostrato di avere la stoffa del premier, per il semplice fatto di essere riuscito a non spaccare una sedia sui denti di un Grillo sempre più strafatto ed eversivo. Non ho ancora deciso se stimare l’aplomb, che lo ha raffigurato più maturo di uno che ha quasi il doppio dei suoi anni, o se biasimarne la mancanza di risolutezza, che al 5° minuto di conversazione avrebbe dovuto convincerlo a cacciare fuori un interlocutore che disconosce le regole della democrazia e dell’educazione.

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Di asset e PIL (valore vs valore aggiunto)

Posted in Dategli brioches by Ronin on 3 dicembre 2013

Palazzo Mezzanotte

L’economia politica non è famosa per essere una branca di studio particolarmente vincente sul mercato del lavoro. E non a caso al mio corso di laurea eravamo iscritti in 30, mentre i corsi in Finanza, Amministrazione aziendale e Management viaggiavano oltre i 200 iscritti. E a meno che il proprio obiettivo di vita non sia fare il ricercatore o lavorare per un’istituzione pubblica, qualsiasi esperto di risorse umane vi dirà che è più lungimirante investire in un corso di laurea che fornisca competenze utili per un’azienda.

Detto questo, studiare per anni anni micro e macroeconomia, statistica ed econometria, public policy e teoria dei giochi, permette di andare più a fondo nei meccanismi che regolano i sistemi economici, padroneggiando un quadro d’insieme negato ai profani.

Questa conoscenza (che per quelli come me che si sono fermati alla specialistica è, comunque, inevitabilmente parziale) permette anche di “smascherare” alcune credenze diffuse, onnipresenti nel dibattito pubblico, ma che sono tanto errate quanto apparentemente intuitive. Si tratta di ragionamenti che appaiono ragionevoli, e logicamente consequenziali, ma che ad un’analisi più profonda sono, semplicemente, errati. Tecnicamente si parla di “fallacie”.
Mi piacerebbe quindi provare a confutare in maniera divulgativa alcune delle più comuni, che riescono ad acquistare tanta autorevolezza da guidare il dibattito pubblico e influenzare giornalisti e legislatori.

In questo post parto con un grande classico:

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Disperato Politico Stomp

Posted in Dategli brioches by Ronin on 28 settembre 2013

A volte non si sa se ridere o piangere.

Altre volte viene da piangere e basta, e oggi è una di quelle volte.

Proviamo, come esercizio gratuito di masochismo, a fare un quadro delle mirabolanti avventure italiane degli ultimi giorni.

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Il male necessario

Posted in Dategli brioches by Ronin on 29 aprile 2013

Enrico Letta

Io rispetto l’indignazione degli elettori del centrosinistra per quello che sta succedendo in questi giorni. Capisco che non sia facile digerire un “governissimo” PD-PdL, oltretutto dopo una campagna elettorale passata a negarlo in ogni sua forma.

E aggiungo che, da liberaldemocratico in cerca di rappresentanza quale sono, ho poco titolo a parlare delle convinzioni e delle esigenze della base elettorale del PD (che ogni giorno vedo più lontano dalla mia sensibilità).

Però sono giorni che ci penso e devo buttare fuori qualche considerazione di puro pragmatismo sulle ragioni che stanno alla base della nascita di questo governo. Non parlerò della stima che nutro per la persona di Enrico Letta, né del programma (obiettivamente ancora troppo vago e cerchiobottista), ma di alcuni motivi per cui questa situazione non piace a nessuno, ma è anche l’unica che minimizza i danni. E anche del perché è una soluzione comunque legittima (e neanche tanto rara) del nostro ordinamento costituzionale.

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Candidatura in outsourcing

Posted in Dategli brioches by Ronin on 12 dicembre 2012

avalanche

In questi giorni, l’immagine che mi si disegna in testa quando leggo della candidatura di Berlusconi è quella di una valanga.

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