Thin(k) Freedom

Much better

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 31 dicembre 2015

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Per concludere questo 2015 consiglio la lettura di questo articolo dell’Atlantic, qui tradotto per Internazionale, in cui si parla di come l’anno appena passato sia stato il migliore della Storia. Impegnativo, ma vero, se si guardano i dati. Ed è una cosa importante da sapere, visto che tendenzialmente tendiamo a pensare l’opposto, cioè che il mondo stia andando placidamente in vacca.

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La domanda di Yali

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 5 ottobre 2014

Armi, acciaio e malattie

“Perché siete stati voi occidentali ad arrivare qui in Nuova Guinea con tutte queste tecnologie e conoscenze, e non è invece successo il contrario?”. La domanda viene posta da Yali, un giovane della Nuova Guinea, a Jared Diamond, il biologo/storico/antropologo americano, autore del libro “Armi, Acciaio e Malattie”.

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Dopo più di 5 anni…

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 10 gennaio 2014

SAMSUNG

… da domani il blog non sarà più raggiungibile all’indirizzo “lavelocitadelsogno.net”.

La faccio breve: è una cosa che avrei dovuto fare da tempo. Come dissi già in occasione del restyiling grafico del blog, le convinzioni filosofiche che mi avevano spinto a scegliere quel nome erano venute meno. Al tempo optai per tenerlo, ma sbagliavo. Sono cambiato molto dal 2008, e ormai chiamare il blog con il titolo di un racconto del Subcomandate Marcos non ha più senso. Non ha senso per me, che non mi ritrovo nei miei pensieri dei 20 anni, e non ha senso per Marcos, personaggio per il quale nutro sempre un certo rispetto (nonostante mi pare sia praticamente scomparso dalla scena mediatica) e che non merita di venire linguisticamente razziato da chi discetta (male) di libero mercato e politica italiana.

Ho approfittato della scadenza del dominio per non rinnovarlo, e per sostituirlo con un altro. Può darsi che a molti non piacerà, ma nella sua banalità “jacopovolta.net” mi assicura di essere un riferimento che non passerà, visto che difficilmente ci si stufa o si cambia idea sul proprio nome. Sarà un indirizzo sempre efficace, pratico, facilmente memorizzabile e adatto per qualunque piega prenderà in futuro questa creatura.

Inoltre, ci tengo a sottolineare un aspetto, di nerdica lana caprina: “jacopovolta.net” è l’indirizzo del blog, non il titolo. Il titolo è “Thin(k) Freedom”, espressione della quale sono, forse immotivatamente, orgoglioso, perché rappresenta davvero lo spirito al quale cerco di uniformare la mia vita, nella ricerca della realizzazione personale, nel dibattito economico-politico e anche nella mia passione per la montagna (un’altra cosa che prima o poi mi piacerebbe condividere su queste pagine).

Ciò non toglie che prima o poi potrei cambiare il titolo, e se sarà il caso ben venga. Ma l’indirizzo, a meno di stravolgimenti, penso che resterà questo finché il blog avrà vita.

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Un inciso: rileggendo quel post celebrativo del 2012 mi imbarazza pensare a tutti i propositi fatti in merito al futuro del blog, e solo in minima parte rispettati.

Per il primo mese e mezzo ho aggiornato il blog quasi ogni 3 giorni, spinto anche dalla parallela esperienza su Linkiesta (anch’essa conclusa per mancanza di tempo), ma poi l’inizio della mia vita lavorativa, con i suoi orari da pendolare, ha drammaticamente raffreddato i miei entusiasmi. Vi assicuro che scrivere dei post di economia dal treno regionale Parma-Bologna non è semplice, anche con la giusta motivazione.

Visti gli scarsi risultati che i buoni propositi hanno portato, per il futuro penso, semplicemente, di non fare propositi. Questo blog continuerà a esistere, continuerò a raccontare l’evoluzione dei lavori alla casa e ad esprimere sporadicamente la mia opinione su temi di attualità ed economia (e l’idea dei post sulle fallacie è ancora in cantiere, se la sta semplicemente prendendo mooooolto calma..), e chissà cos’altro.

Ma questa volta evito di avventurarmi in progetti e promesse che non so se potrò, e se vorrò, rispettare. E lo faccio anche per non togliere la spontaneità e il piacere di scrivere, visto che questo blog non è un lavoro ma un processo creativo di condivisione, e tale deve restare.

Continuate a buttare un occhio da queste parti, quando vi capita.

[In apertura una foto del panorama che si vede dalla cresta dell’Aguille di Midi, a Chamonix, prima di scendere con gli sci la Vallée Blanche. Come buon auspicio per una possibile futura categoria del blog..

Così alla fine un proposito l’ho fatto comunque.]

Un universo dentro

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 21 agosto 2013

Quando mi hai telefonato ero in stazione con una bici impacchettata a tracolla. Era il 13 luglio del 2009 e stavo per partire per il Cammino di Santiago. C’era l’idea di farlo insieme quel cammino, ne avevamo parlato tanto, anche se già qualche settimana prima della partenza i tuoi mille impegni avevano avuto la meglio e avevi detto che mi avresti raggiunto a metà cammino. Suonavi ovunque, in quel periodo, non ti si stava dietro. Poi quella mattina mi dissi quello che ormai mi aspettavo, cioè che non saresti venuto proprio. Fra i concerti e la campagna dei pomodori era chiaro che non avevi fisicamente il tempo. Ricordo di essermi sentito deluso e sollevato al tempo stesso, e me ne sono vergognato in seguito. Non capivo se mi avevi avvisato all’ultimo per una forma di imbarazzo bidonaro, o perché avevi davvero provato fino all’ultimo ad incastrare le cose per venire in Spagna a pedalare con me. Forse alla fine quel viaggio non lo dovevamo fare insieme, per mille ragioni. Io mi ero laureato 3 giorni prima, e quel viaggio di 1000 chilometri verso ovest era il mio rito di passaggio all’età adulta, un ritardato bar mitzvah per sancire la mia indipendenza. Chissà se le tue ragioni erano diverse, non credo di aver mai avuto l’occasione di chiedertele per davvero. Mi piace pensare che anche tu sentissi quelle mie stesse impellenze, e in qualche modo, forse, hai trovato il coraggio di fare il passo indietro per dare a ognuno di noi due l’esperienza che la vita gli chiedeva in quel momento. E che il Cammino fosse per te un’esigenza si capisce dal fatto che ti ci sia buttato l’anno dopo, da solo come ero stato io ma per il doppio dei giorni. Con la bici ne ho fatti 15 in tutto, da Irùn a Finisterre, e devo ammettere molto poco poeticamente che alla fine ne avevo abbastanza. Mi ha sempre stupito come i pellegrini appiedati riuscissero a trovare la motivazione per proseguire dopo un mese di cammino. Bisogna essere molto solitari o molto estroversi, per viverla bene. Tu in qualche modo eri entrambe le cose, capace di grandi suonate con la chitarra negli albergue così come di momenti introspettivi in solitaria, due mondi che nel Cammino ho imparato essere ugualmente imprescindibili. Quando sono tornato a Santiago e Finisterre pochi giorni fa il contesto e il mio ruolo erano completamente diversi, e il senso di responsabilità nei confronti dei miei scout ha prevalso sul desiderio elegiaco di andare alla Costa de Morte a vedere le onde maledette. Troppo morboso e da umarell-nero (tu capiresti cosa voglio dire), e comunque non avrebbe fatto alcuna differenza. Quando io sono arrivato di sera a Finisterre era talmente tardi che non ci ho neanche pensato di andare a fare il bagno. Avevo già espletato il mio dovere da pellegrino della domenica bruciando i vestiti al faro, e la mattina dopo mi aspettava il pullman per tornare a Santiago e quindi a Parma. Conoscendoti mi pare strano che tu avessi un ritorno prenotato in anticipo. Troppo vincolante e ansiogeno per l’esperienza che avevi deciso di vivere e assaporare fino in fondo. E i video e le foto girate per mesi fra amici e conoscenti testimoniano tutta l’umanità che avevi raccolto e seminato in quel mese di cammino, con le persone incontrate e le parole buttate giù sul diario malandato, fatte echeggiare nella cattedrale di Parma davanti a migliaia di persone commosse. In tutto questo la cosa che mi fa più incazzare è pensare a come una serie di fatti scollegati e singolarmente innocui possa inanellarsi in una tragedia. Così il mare mosso, quella più oggettiva e se vuoi prevedibile, si incrocia con la lentezza dei soccorsi e con la tua gamba malandata dalla caduta a Bismantova. Uno, due e tre, in fila. Come in John Doe (il paragone fumettistico non potevo negartelo), quando Morte elogia John per la sua “bravura” nel far realizzare tutte le più piccole e strane coincidenze necessarie perché la persona designata incontri il suo destino. Io mi rifiuto di credere che quello fosse il tuo destino, o il disegno pensato per te. Non per la persona che mi regalava fumetti autoprodotti chiedendomi un parere “da esperto”, che suonava per ore soffiando disperato in quel kazoo (e che all’inizio strappava un po’ a tutti un sorriso, solo per poi rendersi conto che sì, però in fondo ci stava), che ci aveva promesso un concerto per l’inaugurazione del nostro rudere e che mi chiamava Popo con la “o” chiusa, come solo i miei genitori ormai fanno. Brillava un universo dentro di te, Giulio, e hai lasciato il mondo più povero andandotene via. Tienici d’occhio, da un altro dove e da un altro quando, a questi amici che ogni volta che vedono una chitarra pensano a te.

[Val di Fassa, luglio 2008. Quanto mi avevate fatto scarpinare tu e Andrea, maledetti voi..]

Be Resilient

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 31 dicembre 2012

Zanardi

Oggi su La Stampa c’è un’originale carrellata di quelli che il quotidiano ritiene saranno i protagonisti del nuovo anno. Non ci sono solo persone fisiche, ma anche tendenze, città e oggetti. Fra questi mi ha colpito molto il pezzo di Gianluca Nicoletti sulla parola “resilienza”, cioè la capacità di adattarsi ai cambiamenti.

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Itaca

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 23 dicembre 2012

Immagine

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Konstantinos Kavafis

 

Sii Batman

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 8 agosto 2012

Batman non è un supereroe. Non ha poteri, non viene da un altro pianeta, non è un “buono” nel senso classico del termine.

Quindi perché piace?

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L’agrumeto in fiamme della Beppe Montana

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 6 giugno 2012

Alla cooperativa Beppe Montana ero andato nell’estate del 2010, per un campo di lavoro volontario con il mio gruppo scout. Avevamo contattato l’associazione Libera con il desiderio di conoscere una realtà diversa dalla nostra (non solo geograficamente) ed eravamo finiti nel paesino di Belpasso, nei pressi di Catania.

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Dritto negli occhi

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 19 maggio 2012

Immagine realizzata dagli studenti della scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, per il concorso giornalistico “La legalità nel quotidiano”.

100 (and restyling)

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 16 maggio 2012

Dopo quasi 4 anni e 38mila visite mi sono finalmente deciso a fare un restyling del blog.

E da bravo ossessivo-compulsivo quale sono ho colto l’occasione del 100° post per fare il grande passo (lo so, in 3 anni e 8 mesi cento articoli sono un po’ scarsini).

E’ un bel po’ che pensavo a queste modifiche, ma per una ragione o per l’altra ho sempre rimandato. Ieri le ho fatte e ora provo a spiegarvi i principali cambiamenti, senza scadere nell'(immotivato) autocompiacimento.

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