Thin(k) Freedom

Il caleidoscopio

Kaleidoscope

Ciò che manca nel modo in cui le migliaia di transazioni che avvengono in un mercato finiscono per coordinarsi, è il progetto, l’intenzionalità, la volontà che muove le dita. Se ciascuno di noi, “perseguendo il proprio interesse, spesso promuove quello della società in modo più efficace di quanto egli intenda realmente promuoverlo”, è perché l’interesse della società non è noto a nessuno, a priori. Non è una meta verso la quale una mano invisibile possa spingerci. Quando cerchiamo di promuoverlo stiamo, più modestamente, promuovendo la nostra interpretazione dell’interesse della società. […] Il mercato non ha una “sua” idea di che cosa sia l’interesse della società nel suo complesso. È una vasta rete di relazioni sociali, nelle quali ciascuna delle parti coinvolte mira a uscire dallo scambio meglio di quanto vi fosse entrata. In regime di libero mercato, l’ordine è un effetto inintenzionale, un’esternalità. […] L’ordine economico è un’esternalità positiva. Non è qualcosa che venga espressamente perseguito dalle parti coinvolte in uno scambio: c’è chi fa computer, chi scarpe, chi torte al cioccolato, chi fotografie. Nessuna di queste persone ambisce a creare “ordine”, a raggiungere cioè un migliore grado di coordinamento fra i piani e le decisioni di tutti i partecipanti al gioco economico. Non sappiamo, prima che gli individui si impegnino in una serie di transazioni, con chi dovrebbero scambiare che cosa. Una mano, invisibile o meno, non può spingerci in quella direzione, perché gli obiettivi e i desideri dei singoli si rivelano soltanto negli scambi. […] Il mercato è un testo da decifrare, ma diversi lettori ne traggono indicazioni differenti. […] L’economista Ludwig Lachmann ha suggerito di immaginare il mercato non come il meccanismo di un orologio, in cui tutti gli ingranaggi si incastrano secondo una predeterminata regolarità, ma come un caleidoscopio. Le immagini del caleidoscopio sono ordinate e sono belle, ma sono effimere. Le figure cambiano vorticosamente senza ripetersi mai. Per Lachmann, l’ordine di mercato è “caleidico” perché l’andamento dei prezzi è in continua evoluzione: può cambiare ogni qual volta vengano scoperte nuove informazioni che soddisfano o, al contrario, frustrano le aspettative di chi compra e di chi vende. Il modo in cui si evolve il mercato, la nuova figura che si forma nel caleidoscopio, è solo in parte prevedibile: perché è vero che esistono le aspettative e il bagaglio di conoscenza a disposizione degli attori economici, ma è altrettante vero che proprio la conoscenza e le informazioni disponibili cambiano seguendo percorsi inaspettati. […] Se tutte le informazioni fossero “date”, se le preferenze delle persone fossero immutabili, se non ci fosse incertezza sul futuro, il mercato non servirebbe a nulla. La società davvero funzionerebbe come l’ingranaggio di un orologio. E basterebbe un saggio orologiaio a tenerlo oliato di tanto in tanto.

Alberto Mingardi

(L’intelligenza del denaro – 2013)

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