Thin(k) Freedom

Swedish spring

Posted in Swedish Life by Ronin on 17 aprile 2011

La primavera è arrivata anche qui in Svezia!

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Àbitati

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 13 luglio 2010

“Àbitati”, con l’accento sulla prima A, come diceva Bergonzoni da quel gigantesco schermo in piazza Maggiore, tutta la gente con il naso all’insù a sentirsi raccontare la propria città dalle acrobatiche parole di quel poeta pazzo, prima di immegersi in quella Strada felliniana piena delle miserie più misere e dei sentimenti più nobili. “Guarda come stai dentro”, non solo dentro di te ma anche dentro alla città che ti ospita, e veniva davvero facile lì, con quelle migliaia di persone sedute nella piazza, arrivate spinte dalla cultura e andate via con un senso di appartenenza a lungo dimenticato, capace di unirci tutti nella Grande Maglia Vitale Urbana.

Questa città che ho vissuto per un anno, talmente viva da commuovere, piena di contraddizioni come le persone più belle e autentiche, fatta di portici ventosi, scivolosi e freddi d’inverno ma piacevolmente ombrosi d’estate, tags osceni affiancati a spiazzanti opere d’arte murale, tante bici e zero piste ciclabili, copisterie uniche categorie commerciali di primaria importanza, pendolari che ti ignorano, mendicanti che ti supplicano, clochard che ti schifano, baristi che ti sorridono, negozianti che ti tentano, anziani che ti aiutano.
E tutti quegli studenti, ovunque e inconfondibili, in stazione, nei pub, a fare la spesa. Giusto, i supermercati, dove qualunque studentello arriva per spendere il meno possibile e comprare le più sottomarche. Quelle liste della spesa che iniziano sempre con “birra”, e gli sfattoni che ti vedono prendere una cassa d’acqua, ti guardano e ti dicono “anch’io all’inizio la compravo, ma cambi idea in fretta..”

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Giochino del mezzodì

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 21 ottobre 2009


10 cose belle e 10 cose brutte.

Prima le brutte, anzi.





L’assoluta incapacità di concentrazione necessaria allo studio.

Rendersi conto di quanto tempo si “perde” a vivere da soli, fra spesa, cucina, pulizie, piatti, ecc.

Goonies che intervengono cercando di dare lezioni alla prof.

Tanti portici, pochi alberi.

Equazioni differenziali. Fottute equazioni differenziali.

La verdura della Pam.

Buoni propositi che restano tali, leggi corso di inglese e attività fisica.

Le amate pedalate, ormai dimenticate.

Sprazzi di forte nostalgia, e a causa del sorriso di un’unica persona.

Niente internet.





Gli esperimenti di gruppo microeconomici, anche quando sballiamo i dati.

Abitare sopra ad un pub, con la pinta di Guinnes a 2,50€ per l’happy hour.

I film, di ogni genere, visti svaccati sul letto con il portatile appoggiato sulla sedia.

Le osterie dove bevi vino rosso scadente e ti porti il mangiare da casa.

I professori che si definiscono “economicamente marxisti, politicamente comunisti e filosoficamente nichilisti”.

La Grande Cucina Ziveri, con cipolle e caffè che dominano.

L’aria universitaria pseudoculturale che si respira per tutta via Zamboni.

Partite di scacchi mentre alla tv scorrono squallide fiction di canale 5.

1 locale fighetto ogni 10 sfattoni, e non viceversa.

Niente internet.





Evviva la (finta) emancipazione, gente.

Don’t try this at home.


Prima o poi scriverò anche qualcosa di coerente.
Forse.


E spero di riuscire a fare un po’ di foto, che qui merita.