Thin(k) Freedom

Keep calm and vote for Europe

Posted in Dategli brioches by Ronin on 22 maggio 2014

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Quante persone, intervistate a caso per strada, saprebbero indicare il nome del leader del PSE? Anzi, quante di queste avrebbero idea di cos’è il PSE?

Tristemente, molto poche. E in larga parte non è neanche colpa loro.

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Post-Primarie

Posted in Dategli brioches by Ronin on 4 dicembre 2012

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Guardando il mio blog, uno penserebbe che ho serenamente ignorato le primarie del centrosinistra.

Niente di più lontano dal vero. Semplicemente, meno tempo, sempre meno, da dedicare alle analisi politiche ed economiche che tanto mi piacciono. Ormai sono alla scelta fra il leggere e lo scrivere, per fare entrambi dovrei abbandonare la mia vita sociale (già duramente provata).

In realtà, raramente mi sono appassionato così ad una tornata elettorale, seppur solo “partitica”. Ho studiato i programmi, ascoltato i dibattiti, letto gli articoli dei quotidiani, discusso con gli amici e sui social network. Mi ci sono immerso, in un modo spontaneo e meno “accademico” del mio solito: ho analizzato meno e partecipato di più.

Risparmio l’intimismo perché preferisco parlare di politica. E anche perché il bravissimo Enrico Sola (alias @Suzukimaruki) ha già scritto un post molto bello in cui esprime all’incirca quello che ho provato io in queste settimane. Vivamente consigliato, perché scritto da qualcuno che ama profondamente la politica, senza secondi fini.

Vorrei fare qualche considerazione sparsa, più che altro a livello di sensazioni e previsioni per il futuro. Alcune cose magari sono già state dette, visto che in questi giorni le analisi si sprecano, ma pazienza. Spero che ci sia dietro un senso compiuto.

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La completa inutilità dell’astensione bohèmienne

Posted in Dategli brioches by Ronin on 7 giugno 2012

Leggendo un articolo de Linkiesta riguardo alla necessità di astenersi di fronte al quadro politico odierno, mi è venuto in mente un post di Francesco Costa sull’argomento, intitolato “Elogio del meno peggio“.

Vi consiglio di leggere il post perché personalmente lo trovo una piccola perla di buonsenso in mezzo al diffuso opinionismo sterile, ed è di certo più completo di quello che potrei scrivere io.

Il punto centrale di Francesco, che condivido in toto, è che molte persone pensano che votare serva a trovare la persona/il partito che meglio incarna le nostre idee e i nostri principi.

Non è così.

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Pensieri a caldo

Posted in Dategli brioches by Ronin on 21 maggio 2012

1. Non c’è niente di peggio di chi pensa agli elettori come a degli idioti/ignoranti. In un paese democratico vince chi riceve più voti dagli elettori, frega niente se sono laureati o con la terza media, di destra o di sinistra, onesti o disonesti. Chi riesce a convincere il numero più alto di persone a mettere la croce sul proprio nome governerà per gli anni successivi, questa è la realtà e il radicalchicchismo non serve a cambiarla.

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Piccolo vademecum delle amministrative parmigiane, ovvero “Se le elezioni diventano un referendum” – Parte 2

Posted in Dategli brioches by Ronin on 23 aprile 2012

Parliamo dei due temi che dominano il dibattito politico a Parma e che saranno certamente variabili determinanti alle elezioni: l’inceneritore e i conti pubblici.

Parto dal primo.

Lungi da me voler analizzare punto per punto pro e contro di una tecnologia che conosco e capisco solo parzialmente (come chiunque non abbia studiato nello specifico queste materie). Siamo in uno di quei casi in cui gli studi si contraddicono, gli esperti hanno opinioni divergenti e i dati non sono univoci: la situazione mi ricorda moltissimo il dibattito sulla TAV e, in parte, anche le discussioni “da economisti” su cause e rimedi della crisi.

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Piccolo vademecum delle amministrative parmigiane, ovvero “Se le elezioni diventano un referendum” – Parte 1

Posted in Dategli brioches by Ronin on 21 aprile 2012

Quanto la nostra democrazia sia imperfetta lo si capisce da una tornata elettorale che nasce e muore intorno a poche variabili chiave di forte impatto emotivo. A livello nazionale Beppe Grillo gioca (ragionevolmente) la carta dell’estraneità alla casta e costruisce le proprie proposte su temi caldi, come digital divide ed energie rinnovabili, di certo giusti ma che non bastano a trasformare un movimento di pressione in una realistica candidatura al governo di una nazione.

Nel piccolo del capoluogo parmense succede una cosa simile, per una serie di ragioni: i recenti scandali dell’amministrazione, con le conseguenti dimissioni del sindaco di centrodestra a pochi mesi dalle elezioni, hanno risvegliato la città da un letargo pluriennale dando spazio e risalto a candidature lontane dall’establishment locale. Personalità “borderline” che in una situazione normale avrebbero avuto poche speranze di raccogliere un numero di voti consistente possono ora sperare di cavalcare l’onda dello sdegno e ottenere un ottimo risultato.

Giovedì scorso ho avuto occasione di partecipare ad una serata di dibattito, organizzato dagli scout dell’AGESCI, in cui erano presenti 8 dei 10 candidati sindaco (anzi, 7 candidati e un delegato, per essere precisi). Le due ore e mezza di domande e interventi sono state utili per dare un’idea del quadro politico a due settimane dalle elezioni, nonché di riflettere su alcuni temi scottanti per la città.

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