Thin(k) Freedom

Much better

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 31 dicembre 2015

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Per concludere questo 2015 consiglio la lettura di questo articolo dell’Atlantic, qui tradotto per Internazionale, in cui si parla di come l’anno appena passato sia stato il migliore della Storia. Impegnativo, ma vero, se si guardano i dati. Ed è una cosa importante da sapere, visto che tendenzialmente tendiamo a pensare l’opposto, cioè che il mondo stia andando placidamente in vacca.

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Be Resilient

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 31 dicembre 2012

Zanardi

Oggi su La Stampa c’è un’originale carrellata di quelli che il quotidiano ritiene saranno i protagonisti del nuovo anno. Non ci sono solo persone fisiche, ma anche tendenze, città e oggetti. Fra questi mi ha colpito molto il pezzo di Gianluca Nicoletti sulla parola “resilienza”, cioè la capacità di adattarsi ai cambiamenti.

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Àbitati

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 13 luglio 2010

“Àbitati”, con l’accento sulla prima A, come diceva Bergonzoni da quel gigantesco schermo in piazza Maggiore, tutta la gente con il naso all’insù a sentirsi raccontare la propria città dalle acrobatiche parole di quel poeta pazzo, prima di immegersi in quella Strada felliniana piena delle miserie più misere e dei sentimenti più nobili. “Guarda come stai dentro”, non solo dentro di te ma anche dentro alla città che ti ospita, e veniva davvero facile lì, con quelle migliaia di persone sedute nella piazza, arrivate spinte dalla cultura e andate via con un senso di appartenenza a lungo dimenticato, capace di unirci tutti nella Grande Maglia Vitale Urbana.

Questa città che ho vissuto per un anno, talmente viva da commuovere, piena di contraddizioni come le persone più belle e autentiche, fatta di portici ventosi, scivolosi e freddi d’inverno ma piacevolmente ombrosi d’estate, tags osceni affiancati a spiazzanti opere d’arte murale, tante bici e zero piste ciclabili, copisterie uniche categorie commerciali di primaria importanza, pendolari che ti ignorano, mendicanti che ti supplicano, clochard che ti schifano, baristi che ti sorridono, negozianti che ti tentano, anziani che ti aiutano.
E tutti quegli studenti, ovunque e inconfondibili, in stazione, nei pub, a fare la spesa. Giusto, i supermercati, dove qualunque studentello arriva per spendere il meno possibile e comprare le più sottomarche. Quelle liste della spesa che iniziano sempre con “birra”, e gli sfattoni che ti vedono prendere una cassa d’acqua, ti guardano e ti dicono “anch’io all’inizio la compravo, ma cambi idea in fretta..”

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Osservare, giudicare, agire

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 2 gennaio 2010

Questa volta cercherò di farla meno lunga dell’anno scorso.

A costo di passare da capo scout secchione, l’obiettivo di quest’anno (il proposito, se preferite) è di impostare le mie decisioni su queste tre parole.

Osservare significa essere in grado di capire nel profondo le cose (e quindi, inutile dirlo, non basta “vederle”).

Giudicare, nel senso di sapere valutare tutti i pro e i contro delle varie possibilità, senza troppi preconcetti.

Agire è ovviamente la fase più importante, senza la quale le altre perdono di senso.

Ed è la più importante anche perché per me è la più difficile.

Non ho mai avuto problemi a pensare e a vagliare ogni cosa, sono riflessivo di natura. Ne ho molti di più a prendere delle decisioni.

Non credo di essere vigliacco. Anche perché è una parola che vuol dire tutto e niente, visto che da un altro punto di vista può significare prudenza e oculatezza.

Sono solo spiazzato dalle sfaccettature delle cose, dall’ambiguità di ogni scelta. Forse l’esistenza è troppo incerta, il destino troppo volubile, per poter vivere senza dubbi e ansie. Ci vuole un anima troppo leggera per non aver paura di niente, e credo non sia proprio il mio caso.

Probabilmente l’unica soluzione è conviverci, nel miglior modo possibile. Ed è quello che intendo fare.

Il buon vecchio Danny Boodmann T.D. Lemon Novecento non ce la faceva mica, e non aveva nemmeno tutti i torti:

Ora tu pensa: un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi suonare. Loro sono 88, tu sei infinito. Questo a me piace. Questo lo si può vivere. Ma se tu, ma se io salgo su quella scaletta, e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai, e questa è la verita’, che non finiscono mai e quella tastiera è infinita… Se quella tastiera è infinita, allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Tu sei seduto sul seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio. Cristo, ma le vedevi le strade? Anche solo le strade. Ce n’è a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una, a scegliere una donna, una casa, una terra che sia la vostra, un paesaggio da guardare, un modo di morire. Tutto quel mondo, quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce e quanto ce n’è. Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell’enormita’, solo a pensarla?

Però la mia idea di futuro non contempla di saltare in aria nella sala macchine di una nave da crociera, quindi direi che l’unica soluzione sia di sforzarmi di seguire le tre paroline magiche.

Magari con una spruzzatina di mentalità zen, per attenuare un po’ le angosce.

E stando vicino alle persone a cui voglio bene (e che me ne vogliono), che nella “tenebra del mero esistere” fanno più luce di tutte le costellazioni della volta celeste.

Non ho altri propositi utopistici e poetici, anche perché a farne tanti poi si dimenticano quasi tutti.

Direi che già con questo sarò messo abbastanza alla prova.

Anche se, c’è da dirlo, dell’elenco dell’anno scorso ne ho portati a termine più di 2/3, che nella statistica dei propositi credo sia un mezzo miracolo..

… and future secrets

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 2 gennaio 2009

mist

Voglio scegliere cosa fare dopo la laurea

voglio riuscire a prenderla, la laurea

voglio migliorare le lingue, almeno una

voglio fare almeno un lavoro con il cuoio, ma uno complesso

voglio leggere più libri

e guardare più film

ma leggere meno fumetti

e perdere meno tempo al computer

voglio continuare il racconto del pistolero

e provare a scrivere qualche altro testo in versi

voglio mangiare di più

e dormire meno, molto meno

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