Thin(k) Freedom

Cose Pubbliche

Posted in Dategli brioches by Ronin on 25 febbraio 2014
La cravatta si sente osservata. Da tutto il Paese.

La cravatta si sente osservata. Da tutto il Paese.

La capacità dei quotidiani di racchiudere una giornata politica in poche battute regala esempi di grande giornalismo d’inchiesta:

– “Mac, agenda e caffè: Renzi multitasking, banco del governo come la scrivania dell’ufficio”
– “Sul tavolo ingombro si intravede la copertina del libro «L’arte di correre» di Haruki Murakami”
– “Matteo si distrae durante il dibattito, richiamato dalla Boldrini”
– “Il Premier e il senatore Di Maio (M5S) si scambiano i bigliettini: reminescenze scolastiche”
– “L’ex premier Letta entra in aula, abbraccia Bersani e ignora il “traditore” Renzi”
– “La bella deputata brasiliana interviene alla Camera con parole di ammirazione per Matteo”
– “La cravatta di Renzi si sposta di lato e interviene Delrio a sistemarla”

No, dico, la cravatta di Renzi si sposta di lato e interviene Delrio a sistemarla.
Cioè, è super interessante.

E siamo al secondo giorno di governo.

Si aprono praterie per i prossimi mesi.

Disperato Politico Stomp

Posted in Dategli brioches by Ronin on 28 settembre 2013

A volte non si sa se ridere o piangere.

Altre volte viene da piangere e basta, e oggi è una di quelle volte.

Proviamo, come esercizio gratuito di masochismo, a fare un quadro delle mirabolanti avventure italiane degli ultimi giorni.

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Il male necessario

Posted in Dategli brioches by Ronin on 29 aprile 2013

Enrico Letta

Io rispetto l’indignazione degli elettori del centrosinistra per quello che sta succedendo in questi giorni. Capisco che non sia facile digerire un “governissimo” PD-PdL, oltretutto dopo una campagna elettorale passata a negarlo in ogni sua forma.

E aggiungo che, da liberaldemocratico in cerca di rappresentanza quale sono, ho poco titolo a parlare delle convinzioni e delle esigenze della base elettorale del PD (che ogni giorno vedo più lontano dalla mia sensibilità).

Però sono giorni che ci penso e devo buttare fuori qualche considerazione di puro pragmatismo sulle ragioni che stanno alla base della nascita di questo governo. Non parlerò della stima che nutro per la persona di Enrico Letta, né del programma (obiettivamente ancora troppo vago e cerchiobottista), ma di alcuni motivi per cui questa situazione non piace a nessuno, ma è anche l’unica che minimizza i danni. E anche del perché è una soluzione comunque legittima (e neanche tanto rara) del nostro ordinamento costituzionale.

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