Thin(k) Freedom

Keep calm and vote for Europe

Posted in Dategli brioches by Ronin on 22 maggio 2014

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Quante persone, intervistate a caso per strada, saprebbero indicare il nome del leader del PSE? Anzi, quante di queste avrebbero idea di cos’è il PSE?

Tristemente, molto poche. E in larga parte non è neanche colpa loro.

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Ma Grillo sogna cittadini elettrici?

Posted in Dategli brioches by Ronin on 20 febbraio 2014

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Stasera mi sono forzato a vedere lo streaming, anche se me ne fregava poco perché era chiaro cosa avrei visto.
Renzi, pur con tutti i punti di malus meritati con questa crisi raffazzonata, ha dimostrato di avere la stoffa del premier, per il semplice fatto di essere riuscito a non spaccare una sedia sui denti di un Grillo sempre più strafatto ed eversivo. Non ho ancora deciso se stimare l’aplomb, che lo ha raffigurato più maturo di uno che ha quasi il doppio dei suoi anni, o se biasimarne la mancanza di risolutezza, che al 5° minuto di conversazione avrebbe dovuto convincerlo a cacciare fuori un interlocutore che disconosce le regole della democrazia e dell’educazione.

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Il male necessario

Posted in Dategli brioches by Ronin on 29 aprile 2013

Enrico Letta

Io rispetto l’indignazione degli elettori del centrosinistra per quello che sta succedendo in questi giorni. Capisco che non sia facile digerire un “governissimo” PD-PdL, oltretutto dopo una campagna elettorale passata a negarlo in ogni sua forma.

E aggiungo che, da liberaldemocratico in cerca di rappresentanza quale sono, ho poco titolo a parlare delle convinzioni e delle esigenze della base elettorale del PD (che ogni giorno vedo più lontano dalla mia sensibilità).

Però sono giorni che ci penso e devo buttare fuori qualche considerazione di puro pragmatismo sulle ragioni che stanno alla base della nascita di questo governo. Non parlerò della stima che nutro per la persona di Enrico Letta, né del programma (obiettivamente ancora troppo vago e cerchiobottista), ma di alcuni motivi per cui questa situazione non piace a nessuno, ma è anche l’unica che minimizza i danni. E anche del perché è una soluzione comunque legittima (e neanche tanto rara) del nostro ordinamento costituzionale.

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Pensieri a caldo

Posted in Dategli brioches by Ronin on 21 maggio 2012

1. Non c’è niente di peggio di chi pensa agli elettori come a degli idioti/ignoranti. In un paese democratico vince chi riceve più voti dagli elettori, frega niente se sono laureati o con la terza media, di destra o di sinistra, onesti o disonesti. Chi riesce a convincere il numero più alto di persone a mettere la croce sul proprio nome governerà per gli anni successivi, questa è la realtà e il radicalchicchismo non serve a cambiarla.

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Piccolo vademecum delle amministrative parmigiane, ovvero “Se le elezioni diventano un referendum” – Parte 1

Posted in Dategli brioches by Ronin on 21 aprile 2012

Quanto la nostra democrazia sia imperfetta lo si capisce da una tornata elettorale che nasce e muore intorno a poche variabili chiave di forte impatto emotivo. A livello nazionale Beppe Grillo gioca (ragionevolmente) la carta dell’estraneità alla casta e costruisce le proprie proposte su temi caldi, come digital divide ed energie rinnovabili, di certo giusti ma che non bastano a trasformare un movimento di pressione in una realistica candidatura al governo di una nazione.

Nel piccolo del capoluogo parmense succede una cosa simile, per una serie di ragioni: i recenti scandali dell’amministrazione, con le conseguenti dimissioni del sindaco di centrodestra a pochi mesi dalle elezioni, hanno risvegliato la città da un letargo pluriennale dando spazio e risalto a candidature lontane dall’establishment locale. Personalità “borderline” che in una situazione normale avrebbero avuto poche speranze di raccogliere un numero di voti consistente possono ora sperare di cavalcare l’onda dello sdegno e ottenere un ottimo risultato.

Giovedì scorso ho avuto occasione di partecipare ad una serata di dibattito, organizzato dagli scout dell’AGESCI, in cui erano presenti 8 dei 10 candidati sindaco (anzi, 7 candidati e un delegato, per essere precisi). Le due ore e mezza di domande e interventi sono state utili per dare un’idea del quadro politico a due settimane dalle elezioni, nonché di riflettere su alcuni temi scottanti per la città.

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