Thin(k) Freedom

Itaca

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 23 dicembre 2012

Immagine

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne’ nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti – finalmente e con che gioia –
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca –
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Konstantinos Kavafis

 

Stockholm

Posted in Swedish Life by Ronin on 1 febbraio 2011

Stoccolma è splendida.

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Il Girino e la Formica

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 15 Mag 2010

Salute a voi tutti, gentile pubblico,

del cui acume di certo non dubito,

non so molto bene come iniziare

e quindi parto come mi pare!

Per prima cosa mi scuso subito

(a costo di sembrare un po’ stupido)

per la mia parlata poco eloquente

che di certo non merita niente.

Ma vi chiedo di prestare attenzione

per il breve tempo di una canzone

al mio racconto della favola antica

del girino e della bella formica.

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Un sasso

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 23 gennaio 2010



Un sasso, da solo, è solo un sasso,

materia inerte, inutile,

una pietra d’inciampo.

Un sasso nel muro si colloca;

in silenzio sostiene, divide, contiene.

Ma un sasso per essere muro ha bisogno degli altri,

gli altri hanno bisogno di lui.

Anche per te e per me,

non importa se siamo un sasso grande o piccolo,

quadrato o rotondo, lungo o largo,

importa che siamo al posto giusto,

a fare con gli altri la nostra parte

per diventare muro del Tempio,

a sostegno dell’umanità e della storia.

Alessandro

Equinozio d’autunno

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 22 settembre 2009





Se resto sul lido

se sciolgo le vele

infido, crudele

mi sento chiamare.


E intanto confuso

nel dubbio funesto

non parto, non resto.


Ma provo il martire

che avrei nel partire

che avrei nel restare.


(Metastasio – Didone abbandonata)

Poesia dialettale contemporanea

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 2 luglio 2009


pr’un vèc c’me mì

abituäres ai cambiament an l’è mäi facil…

ma in confrònt ai mè tèmp

a ghe städa ‘na méza rivolusión,

d’ ätra pärta c’me diza un provèrbi

chi muda paéz, muda fortón’na”,

e ogni mutamènt cambia al nòstor destèn

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Sussurri all’orecchio dell’inverno

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 6 marzo 2009

prima neve





Sfoglio libri sottili di storie passate

ingialliti nel peso di un’umida estate

e mentre li sfilo dalla biblioteca

con occhio rapito e tocco di seta

sento i ricordi che sfiorano la spalla

come foto sommerse che vengono a galla

da afferrare rapidi con avide dita

in quel magico incanto per malati di vita.





E quando tocco i fogli pulsanti

dove divampano mille piccoli istanti

ne escono storie davvero impensate

fatte di lacrime, di sguardi e risate

perse nei vortici di un altro tempo

che somigliano a fragili scaglie d’argento

gocce che brillano sulla tua pelle

e scendono piano a far tacere le stelle.





E’ strano, lo so, parlare ad altri d’amore

senza pensare d’aver fatto un errore

a condividere baci, tocchi e pensieri

ancora caldi come il sole di ieri

con chi davvero non può proprio capire

il nostro piccolo e lento morire

soffrendo dentro come una pianta malata

senza riuscire a trovare risata.





Però serve capire che nella vita

le pagine scorrono in maniera infinita

che mai davvero abbandonano l’uomo

restando intatte in qualche flebile suono

ma bisogna sfogliarle per lasciare il torpore

e serbare infine con rinnovato vigore

quello che a torto chiamiamo dolore

ma che altro non è se non fame del cuore.





E sembra quasi uno strano tipo di osmosi

di pelle e di sogni, di ricordi gelosi

sale in cielo come acqua bollente

e penetra nei corpi di tanta altra gente

in questo mondo dove tutto è una svista

come i colori schizzati da un magico artista

dove il crudo presente si intreccia al passato

ed il futuro ci osserva con occhio pacato.





Così alla fine ci si ritrova per strada

sul sentiero tracciato di penna e di spada

rivolti ad oriente sulle tracce del mondo

immersi per sempre nell’umanità senza fondo

un sorriso accennato e lo sguardo bambino

ricchi soltanto del proprio destino

sulle labbra socchiuse un verso di addio

e fra le mani giunte il respiro di Dio.











Mese tre

giorno sei

anno nove

dodici lacrime salate

ventiquattro baci leggeri

e quarantotto versi d’amore e d’addio

per te


Crêuza de mä

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 11 gennaio 2009

Non può non venire voglia di percorrerla, una strada così.

Sembra che chiami i piedi a calpestare i suoi ciottoli.

Un invito a muoversi, meno stereotipato delle infinite highway di “On the road”.

E infatti il termine crêuza non indica solo questi sentieri ripidi e scivolosi, che tagliano come lame le colline genovesi fino al mare.

Significa, più in generale, percorso, viaggio.

Viaggi come quelli dei marinai liguri, legati indissolubilmente alle acque dolci e immense.

U ma u fa e crêuze, il mare fa le strade.

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