Thin(k) Freedom

Sussurri all’orecchio dell’inverno

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 6 marzo 2009

prima neve





Sfoglio libri sottili di storie passate

ingialliti nel peso di un’umida estate

e mentre li sfilo dalla biblioteca

con occhio rapito e tocco di seta

sento i ricordi che sfiorano la spalla

come foto sommerse che vengono a galla

da afferrare rapidi con avide dita

in quel magico incanto per malati di vita.





E quando tocco i fogli pulsanti

dove divampano mille piccoli istanti

ne escono storie davvero impensate

fatte di lacrime, di sguardi e risate

perse nei vortici di un altro tempo

che somigliano a fragili scaglie d’argento

gocce che brillano sulla tua pelle

e scendono piano a far tacere le stelle.





E’ strano, lo so, parlare ad altri d’amore

senza pensare d’aver fatto un errore

a condividere baci, tocchi e pensieri

ancora caldi come il sole di ieri

con chi davvero non può proprio capire

il nostro piccolo e lento morire

soffrendo dentro come una pianta malata

senza riuscire a trovare risata.





Però serve capire che nella vita

le pagine scorrono in maniera infinita

che mai davvero abbandonano l’uomo

restando intatte in qualche flebile suono

ma bisogna sfogliarle per lasciare il torpore

e serbare infine con rinnovato vigore

quello che a torto chiamiamo dolore

ma che altro non è se non fame del cuore.





E sembra quasi uno strano tipo di osmosi

di pelle e di sogni, di ricordi gelosi

sale in cielo come acqua bollente

e penetra nei corpi di tanta altra gente

in questo mondo dove tutto è una svista

come i colori schizzati da un magico artista

dove il crudo presente si intreccia al passato

ed il futuro ci osserva con occhio pacato.





Così alla fine ci si ritrova per strada

sul sentiero tracciato di penna e di spada

rivolti ad oriente sulle tracce del mondo

immersi per sempre nell’umanità senza fondo

un sorriso accennato e lo sguardo bambino

ricchi soltanto del proprio destino

sulle labbra socchiuse un verso di addio

e fra le mani giunte il respiro di Dio.











Mese tre

giorno sei

anno nove

dodici lacrime salate

ventiquattro baci leggeri

e quarantotto versi d’amore e d’addio

per te


Past…

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 31 dicembre 2008

twilight

Sono salito sulla cima del Gran Paradiso

ho dato nove esami, con buoni risultati

ho imparato a fare una media ponderata

ho letto poco ma con trasporto

mi sono svaccato nelle piazze di Ferrara al Buskers Festival

ho iniziato a curare un bonsai

ho imparato a giocolare con 4 palline

non ho praticamente mai acceso la televisione

mi hanno tolto due denti del giudizio

ho ascoltato per puro caso il concerto più suggestivo della mia vita

ho cucinato 15 teglie di pizza in una volta

ho scoperto che anche uno squallido neon può creare un plenilunio

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Il Collezionista

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 10 novembre 2008

Beers

Guardo le decine di bottiglie di birra disposte ordinatamente sull’ultimo ripiano della libreria e penso che le collezioni sono buffe.

Non hanno logica, non si capisce bene quale desiderio inconscio appaghino, nel loro ammucchiare all’infinito oggetti di dubbia (nulla) utilità.

Questa delle bottiglie di birra nasce dalla passione post-adolescenziale per il divino nettare al malto, soprattutto di provenienza belga o inglese. Sono più di cento, e ce n’è proprio di tutti i tipi, piccole, grandi, panciute, affusolate, colorate, spoglie. Alcune sono birre comuni, altre pochi italiani hanno avuto il piacere di assaggiarle.

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Pensieri malinconici

Posted in Personal miscellaneous by Ronin on 7 ottobre 2008

Tempus irreparabile fugit, affermava la prof di latino al liceo. E lo diceva fissandoci con rimpianto, come se vedendo i nostri volti di adolescenti sentisse sul corpo tutto il peso degli anni, forse chiedendosi se eravamo consapevoli del momento magico che vivevamo.
E non lo eravamo, ovviamente.
Perchè come sempre accade le cose le vedi chiaramente solo da fuori, quando ne sei emotivamente distante.
Quando vi sei immerso è tutto molto più confuso e sfumato, come quando nuoti sott’acqua e con gli occhi irritati distingui appena le forme.

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photo by Titti