Thin(k) Freedom

Di asset e PIL (valore vs valore aggiunto)

Posted in Dategli brioches by Ronin on 3 dicembre 2013

Palazzo Mezzanotte

L’economia politica non è famosa per essere una branca di studio particolarmente vincente sul mercato del lavoro. E non a caso al mio corso di laurea eravamo iscritti in 30, mentre i corsi in Finanza, Amministrazione aziendale e Management viaggiavano oltre i 200 iscritti. E a meno che il proprio obiettivo di vita non sia fare il ricercatore o lavorare per un’istituzione pubblica, qualsiasi esperto di risorse umane vi dirà che è più lungimirante investire in un corso di laurea che fornisca competenze utili per un’azienda.

Detto questo, studiare per anni anni micro e macroeconomia, statistica ed econometria, public policy e teoria dei giochi, permette di andare più a fondo nei meccanismi che regolano i sistemi economici, padroneggiando un quadro d’insieme negato ai profani.

Questa conoscenza (che per quelli come me che si sono fermati alla specialistica è, comunque, inevitabilmente parziale) permette anche di “smascherare” alcune credenze diffuse, onnipresenti nel dibattito pubblico, ma che sono tanto errate quanto apparentemente intuitive. Si tratta di ragionamenti che appaiono ragionevoli, e logicamente consequenziali, ma che ad un’analisi più profonda sono, semplicemente, errati. Tecnicamente si parla di “fallacie”.
Mi piacerebbe quindi provare a confutare in maniera divulgativa alcune delle più comuni, che riescono ad acquistare tanta autorevolezza da guidare il dibattito pubblico e influenzare giornalisti e legislatori.

In questo post parto con un grande classico:

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Crisi: my two cents

Posted in Dategli brioches by Ronin on 13 agosto 2011

Sto scrivendo la tesi e non dovrei perdere tempo, ma è più forte di me. Per uno che studia economia quest’estate è una figata pazzesca, piena di eventi interessanti e colpi di scena.

Lo ammetto, ogni giorno perdo ore a leggere approfondimenti sull’andamento dei mercati e sulle misure messe a punto dal governo. Non posso farci niente. “Viviamo in tempi interessanti”, perlomeno per gli economisti dilettanti come il sottoscritto.

Quindi non posso partire per i boschi di Lagdei senza aver reso partecipe il mondo delle mie elucubrazioni riguardo ai fatti dell’ultimo mese e mezzo.

Se state roteando gli occhi per la prospettiva di un post pacco e strapacco, sappiate che avete ragione. Smettete di leggere e andate a cazzeggiare su facebook, perchè sarò pesante e pieno di cazzate economico-finanziarie.

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Dalla deregulation alla crisi: la “finanziarizzazione” dell’economia – Parte 2

Posted in Dategli brioches by Ronin on 20 settembre 2010

3. Gli strumenti e le tecniche della nuova finanza

Prima di terminare il resoconto storico, che inevitabilmente sarà concentrato sulla crisi finanziaria esplosa nel 2007, mi sembra utile fornire un’infarinatura tecnica dei più importanti strumenti finanziari moderni. Sarebbe difatti molto difficile e incompleto parlare dei problemi attuali della finanza senza dare un’idea di quali siano i suoi metodi più innovativi e problematici.

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Dalla deregulation alla crisi: la “finanziarizzazione” dell’economia – Parte 1

Posted in Dategli brioches by Ronin on 20 settembre 2010

1. Introduzione: il fenomeno della deregulation

A partire dai primi anni ’80, e per quasi trent’anni i sistemi finanziari dei paesi occidentali hanno subìto un costante processo di innovazione. Il modello bancario tradizionale, le cui attività principali sono costituite sostanzialmente dai depositi dei clienti e dalla concessione di crediti, è ormai messo in ombra dai molteplici mutamenti della finanza moderna.

La panoramica è decisamente variegata: mezzi informatici estremamente potenti e veloci, mobilità internazionale dei capitali, strumenti finanziari diversificati e sempre più personalizzati, esposizione crescente al rischio, trading orientato a guadagni di brevissimo termine, uso intenso della leva finanziaria e, infine, una regolamentazione sempre meno incisiva sulle attività finanziarie. Quest’ultimo punto è forse il più adatto per partire nella nostra analisi, in quanto ha creato un substrato adeguato allo sviluppo di tutto quello accennato poco sopra.

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